- Allora?
Faremo 10 figli oppure finirà e basta?
( )
- Comunque confesso che in momenti di estrema felicità ci ho pensato a fare 10 figli insieme.
- Allora io confesso che ci ho pensato a stare tanto tempo insieme… io e te.
Cioè. Se non va con te con chi deve andare?
“Produzioni seriali di cieli stellati.” Abortiti.
Scarabocchi di pelle pieni di tutta la confusione nera di una notte: il pulviscolo nervoso non solo si respirava, ma si toccava o meglio vedeva, si infilava nei polmoni, li otturava, soffocando le rosee cellule.
Chissà quanto ancora possono allungarsi i non detti, chissà cosa siamo disposti a perdere. Prenderei martelli per frantumarli in mille pezzi sanguinolenti, e con violenza.
*
E’ evidente: il tanti auguri a te è una presa per il culo.
Monto dentro, panna rancida montata si incancrenisce proprio quando c’è un bisogno estremo, viscerale, legato quasi alla sopravvivenza fisica, all’evitamento del crash mentale, di stare bene.
Mi prendo una vacanza neuronale per non impazzire di pensieri e di angosce, assaporerò la città inquinata e il mare, correrò e ammirerò scorci come i vecchi nostalgici… qualcosa per ridare colore agli occhi e ossigeno ai polmoni e rossore alla labbra. Un’iniezione di significato che mi riempia i vuoti lasciati da voi.
E intanto tutto si condensa in nodi alla gola consistenti e tuberosi, li strapperei da me con un qualsiasi arnese infilato in bocca, ma il mal di testa mi mangia parte del cervello molle e inerte, è aggressivo e sfrontato, si mescola al sangue, ai dubbi, alla carne, ed è un patatrak.