lunedì, 13 aprile 2009


[Buone Pasque?]

pasque, sisi.



La mia tonsilla destra è enorme e in fiamme e tenta baldamente di fagocitare l’altra per incendiarla.

I risvegli sono allibiti come i pseudo-addormentamenti, sogno gioghi senza frontiere con me e le mie donne a superare prove di sopravvivenza assurde, scavalcate di cascate, arrampicamenti su muretti di muschio, infiniti castelli di porte da aprire con le maniglie troppo alte. Cazzo di metafore di vita; adesso riempirò 9 pomodori e andrò a mangiarli in via Sampolo con le mie tonsille.

 

E per fortuna Pasqua è morta anche quest’anno.

 

Ci sono giorni

In cui penso o temo

Che resterò sempre

La bassa donnina sfigata

Della porta accanto.

 

La pasqua, un po’ come il natale, è uno di quei giorni in cui mi sento cucito addosso un vestito solitario che ripudierei con la stessa convinzione con cui Galileo abiurò le cazzate ecclesiastiche sul sole che gira attorno alla terra. (Cloro al Clero.)

Desidererei ci fossero ancora loro, per avere la certezza che c’è ancora un embrione di famiglia con cui fare qualcosa, che vuole me… per avere la ragione che oggi mancava per alzarsi dal letto, per fare qualcosa di utile per qualcuno.

Mi mancano, e mi mancano le ragioni del loro amore.

Ma questo è solo egoismo.

 

(Cosa resta? sensi di vita profonda che sfugge.)

 

Avrò sempre una calza sfilata che non posso sostituire?

Il perché di una inevitabile malinconia è così criptico?

Superarlo con sforzi congiunti di mani unite è troppo ostico.

Aulin. Non mi compiango, ma sarebbe più semplice non esistere certi giorni inutili, io inutile.

(mi aspettano per inserirmi a tavola tra i figli degli altri, e forse dovrei lavarmi, ma non c’è niente di veramente mio in questo                 .)

 

(Chissà cosa si prova ogni tanto ad essere svegliati dal calore di una telefonata.)

(Potrebbe essercene bisogno, certi cieli color dopo di pioggia.)

 

“cullami e avvolgimi
con un caldo abbraccio
più che mai
parlami nutrimi.”



rimuginato da piccolaemi alle 11:23
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