venerdì, 18 settembre 2009


]Cronacheretrò di una notte a Ostberlin[

 

Al 7° giorno dio si riposò, mentre a Ostberlin-Alexanderplatz si continuavano a perdere parti del corpo.

Donne imperterrite in cerca di scoperte e della famigerata Karl-Marx-Allee non sapevano più cosa mettere indosso oltre alla solita biancheria intima, alla canottiera, alla maglietta e alla felpa, nonché alle sciarpe improvvisate a momenti anche con le mutande appena stese all’ingresso.

L’incipit era stato dato dal filone “le tedesche ad alta quota hanno la fica secca”, con la hosteSS che obbliga a bere l’acqua che nessuno le ha chiesto e poi conclude con un “PBenen” e un attualissimo gesto da tata nazista.

C'è la chiesa bombardata del cielo sotto; il pretzel al burro e i currywurst con le loro inevitabili conseguenze; un kebab di 30cm. Ricci e volpi passeggiano per strada, causa il verdume del Tiergarenpark al centro della città.

Poi in giro a ricevere il Kreuzberg più dark bevendo birra e malibù e anche quest’anno fotografando cessi. Il tutto rigorosamente al freddo, inciampando su pietre e studiando negozi ok-ok a prezzi stracciati.

Poco prima, scorci invernali dentro la cam, il filo sicily-berlino c’è, e quasi vedo il lenzuolo in bocca che metti sempre la mattina e prima o poi capirò il perché.

Saschenausen.

Lo Judisches Museum segna nelle maschere dalle bocche spalancate, nei rumori assordanti al camminarci sopra come il rumore della vita calpestata esattamente e metaforicamente lì, nella torre noire piena e vuotissima al contempo che stravolge i sensi. “Ci sono alcuni istanti nella vita, rari in realtà, nei quali tutto sembra improvvisamente immobile intorno a te; pochi secondi e un sobbalzo al cuore, una fitta allo stomaco, uno sbattere di palpebre rimettono in moto le banalità del sempre, lasciandoti incredulo dell’emozione vissuta.”

I profili stranieri delle case, dei viali, dei boschi dentro la città; sa di una vita nuova che aspetta e aspetta ancora, nonostante sia passato un anno da certi racconti. Cambiandoci.

Province dell’Io in attesa all'East-side-gallery.



rimuginato da piccolaemi alle 14:49
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domenica, 06 settembre 2009


*Non può essere pronunciata una parola in qualche modo VERA*



rimuginato da piccolaemi alle 18:17
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