[ES.tate]
Per strada, passando accanto al vecchio dignitoso o alla yugoslava che ti chiede un biglietto sul bus, si inizia a sentire il sudore attorno: l’aria di città comincia a farsi grassa, avvolge avviluppante e appiccicaticcia, piena di odori vari di gente; di norma, si fugge negli angoli liberi per ottenere ombra neutra: l’ES.tate è arrivata in Sicilia. ...NordSicilia, del resto non so. La reclusione è finita solo ieri d'altronde; chissà per quanto.
Psichiatria è andata e i sogni anche stanotte hanno fatto il loro (s)porco dovere, mentre il desiderio di vicinanza e di odori noti “è”, e si alterna al maldipancia da parole scabre come la superficie di un muro non intonacato su cui strisciare la pelle.
I gabbiani iniziano ad atterrare lontano dal mare, sopra casa mia, eppure sembri precario, e sento che vorrei rannicchiarmi come bambi, ma la mamma è già morta.
Domani potremo toccarci, e magari leccarci, saliva-medicinale sulle ferite che stentano a rimarginarsi.
“La guerra è finita”, per ora.
*
“La verità si concede solo all’orrore, e per raggiungerla abbiamo dovuto passare da questo inferno, per vederla abbiamo dovuto distruggerci l'un l'altro, per averla abbiamo dovuto diventare belve feroci, per stanarla abbiamo dovuto spezzarci di dolore.
E per essere veri abbiamo dovuto MORIRE." (A. Baricco)
[DannataMente]

1#
Al ritorno da casa della donna la vecchia car è coperta di fiori bianchi. On sul tasto del tergicristallo, un po’ cinicamente e un po’ col dispiacere del cinismo quando più che appartenerti è un dato necessariamente acquisito.
Comunque, era molto romantic vintage il fiorebianco sul verdeacquasvampito, quasi tenero.
Com’è tenero parlare per 2 ore con la lingua secca, ma tutto il resto lì.
2#
Alla fine lei, irraggiungibile madre-psicologa-e-tutto-in-carriera, ti dice tra molti altri complimenti che sei brava e che hai un’ottima predisposizione psicoanalitica. Meglio di quanto avresti sognato, ma non hai ancora le forze (o il coraggio) di farti un applauso.
3#
Il cocco è finito stasera, e con lui anche il sonno; il più bello è stato spaccarlo in pezzi con un martello, furia omicida VS natura presumibilmente morta e commestibile.
(...)
A un certo punto, ciò che si mangia finisce: il piatto resta vuoto; ed era tutto buonissimo, ma adesso il piatto è vuoto, e la fame tornerà; nessuno riempirà ancora quel piatto e qualcosa dentro ti si contorcerà, mentre da fuori prima apparirai finalmente magra e poi ossuta, e sempre di più. Scomparire. Così.
A un certo punto il dolore diventa muto.
E forse anche prima di aver detto tutto.