venerdì, 16 gennaio 2009


*

L’apatume mi assilla e sulla poltrona esordirò dicendo: 'mi odio, mi uccida' e una serie di simili cose che annegheranno in un bicchiere di vino per poi galleggiarci dentro la mattina dopo.

Guardo con occhi fugaci.

Trovo un nero lucido pipistrello, la notte non dormo, i soli splendidi non mi riguardano, lei mi viene a trovare con la voce dolce che ho sentito troppo poco, mi fa compagnia nell’attesa del rem che si bagna di me. Mostri.

Mi ascolto, disco del buio, obnubilato, caotico, incompiuto, vitale com'è vitale l’ossessione; de-forme.

Mi aspetto.

No.

Mi mento.

Memento.

 

*

"Sono contro me stesso

ma quale intelligenza

quale premura o urgenza c'è

a non avere stima di sé.

Faccio di tutto per impedire il mio successo stesso

perché sono contro me stesso

perché ogni vincitore per natura deve dominare e per forza

comandare e non può nessuno subire

e io mai ti potrei ferire

a meno che tu non mi voglia amare".

*

M.: La pioggia parla…
J.: E che cosa dice la pioggia?
M.: Non piangere amore mio…


*

Dormi dolce,

sapore di me.



rimuginato da piccolaemi alle 14:08
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mercoledì, 07 gennaio 2009


*****

“Il sonnifero è un cassetto dei ricordi che si apre al risveglio, una cassa automatica, ‘cling!’ e i ricordi ti saltano intatti dentro la testa,come se non avessi dormito. La nuova giornata trascina il magone fino all’ora in cui uno supplica il cassetto di chiudere a chiave i ricordi. Pastiglia.” (D. Pennac)


*****

Il destino ha la sua puntualità.

Apro le mani serrate quasi a dire inconsapevolmente di no, dentro c’è una pillolina azzurra, la mia pastiglia di felicità per la notte, a sostituire te. Tremo da un po’, forse l’insonnia, forse il freddo, forse la paura infantile di restare al buio, non mi chiedo chi ha spento la luce, non c’è e basta. Mi chiedo piuttosto quando farà effetto, e spero presto, al più presto.

I libri di psichiatria mi urlano addosso che sono una fallita, che non ce la farò mai, e qualche volta rispondo che è vero: Spegnetemi.

I ricordi mi assillano, due notti fa in viale del fante si parlava del film geniale sulla cancellazione dell’amore e del resto, voglio entrare in quel film, oltrepassare schermi liquidi, entrarci dentro e rubare il marchingegno, e cancellare domani.

I ricordi mi assillano, una notte fa facevamo l’amore tra schermi, parole mi trafiggevano dolcemente, mi estasiavano visceralmente, mi amavano e io amavo e questo cazzo di principio attivo è troppo lento oggi.

“E’ che siamo artisti del sadismo, delle anestesie emozionali, ci piace lo schianto, ma quello che cerchiamo lo sappiamo che non è questo. E' che siamo soprattutto ARTISTI del SOGNO”... INFRANTO.



rimuginato da piccolaemi alle 02:49
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domenica, 04 gennaio 2009


Il Lindt mousse pur si scioglie sulla lingua, non aspetto: lo rigiro impaziente nella piccola bocca, assaporo veloce, lo assumo vorace, in me.

Tornare in un luogo di momenti leggeri è come tornare a casa; ballavano sobrie e belle ieri notte le donne-bambine, eppure a tutte mancava qualcosa, mancavano i fili del passato disfatto, fili pastosi prima così uniti e scivolati uno per uno -OLIO-, lui qui, lui lì.

Vorrei che le mani potessero cercarli, immergersi nel fondo del tutto confuso che siamo e che è, afferrarli, avvicinarli piano, ricomporli in una treccia unita, folta e lucida di filamenti non troppo diversi, ma diversi. Così potremo di nuovo giocare insieme.

(...)

Certe cose sono lontane, certi sapori riposti e ben piegati o dimenticati volutamente. Il desiderio è un fancazzista ritardatario.

(...)

Barça è lontana col suo frigo post-moderno, con gli ostellari dal capello inconsapevolmente punk, con le voglie-calamita di vicinanza. In 2, 3, 7 siamo lontani ed è per 102 km in 1’ora&12minuti o di più, che cambia. L’eternità per giorni e giorni, trascurarsi, non capirsi, la scatola nera se afona va in tilt, bisogni diversi, sogni diversi, progetti e casini... diversi. Crolli. Dell’incapacità di leccarsi.

 

E la mamma adorata le raccontò le favole: coccole prima di dormire, come avrebbe voluto fare. "...Ora chiudo gli occhi ed entro lì dentro, tu sai come."

 

(“come sono sempre i bambini.

innocenti.

hanno lo sguardo speciale,

sanno che ce la faranno,

ma che per loro il corso naturale delle cose

si è Rotto.”)



rimuginato da piccolaemi alle 17:45
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