lunedì, 24 marzo 2008


[ante]

Periodo di esami, psicodinamica sulla scrivania troppo grande.

Necessaria pausa serale ai bastioni con un’embrionale O.G. agli inizi.

Arrivo classicamente in ritardo, cappellino nero di chi non ha avuto il tempo di sistemarsi, li trovo seduti e mi tuffo in mezzo, a sinistra sivviqueen morbidosa, dall’altro lato maglioncino verde scognito.

Ricordo intrecciando il mio personalissimo uovo di cioccolato: sembra passato un tempo mentale incalcolabile e invece era 2 mesi fa.

La vita mi sorprende, inconoscibile mi sconcerta di emozioni.

Io già allora volevo abbracci forti.

 

[post]

En attendant sivviqueen for rocket'house in serissima fase dark pasquale: matita esageratamente noire, eye-liner e rimmel, collane nere e corpetti, cinte, etc.; il pater ha donato 10 euro che in parte saranno devoluti al 4bianchialcocco in ballottaggio con vodkapesca&assenzio.

Vado, mi sento euforica, torno.

Risveglio al miele con retrogusto amarognolo-dubbioso. Sola in casa, zero vestiti e musica a palla, sono ancora darkfree.

Pranzo alternativo in 3, mai avrei pensato di apprezzare e parlare di sesso spudorata coi miei.

 

Odore di pasquetta vasiliana.

Sveglia-trauma alle 9.18 a.m., doccia shampoo fedele borsa a pallini e direzione casteldaccia: casa vasile è nostra.

11.47: l'incipit del delirio pre-arrostuta è costituito da musica classica e pantofole col fiocchetto che pretendo di immortalare, poi munnare cacoccioli, spellare pomodori, arrotolare salsicce, preparare salmoriglio, aprire ad arte vinelli che inevitabilmente finiranno nella nostra laringe ancor prima di aver pensato cosa sarebbe potuto succedere.

Ore fluide di fumi sorrisi flash abbracci messaggi vuoti che invece sono pienissimi, una palla arancione tra enormi cani marroni che giocano meglio di me, mancanze che oggi non fanno male (oggi sai è la prima volta: l’indifferenza non mi fa sanguinare, sei tu a volerlo); e trovo sgrammaticate forze sonnolente per scrivere e braccia accoglienti di madri su cui accasciarmi satura e serena.

E.

Scarto sorprese a distanza come dentro adorabili uova di cioccolato&praline assolutamente inaspettate. Perché ogni volta tutto questo è MERAVIGLIA.

E poi siamo sempre e stupendamente Noi.

 

[perle (alcoliche)]

(by p.f.p.)

Giunchiglia scrive (18.38):

niè pina nn immagini quanto mi sto sfrozanzo a scrivere da ubriakella

*DarkRoom*  [ubriachella] scrive (18.38):

idem

cioè, ogni cosa la scrivo almeno 2 volte, lol

Giunchiglia scrive (18.39):

esatto

vanp co te scrivo cm viene

tanto mi capsic :D

asd hahahah

)L)

ahahha (L=

*DarkRoom*  [ubriachella] (abbyate pietà) scrive (18.51):

(L) ab!

Giunchiglia scrive (18.51):

no no :D

*DarkRoom*  [ubriachella] (abbyate pietà) scrive (18.51):

mia bimba

Giunchiglia scrive (18.51):

andicappallta

*DarkRoom*  [ubriachella] (abbyate pietà) scrive (18.51):

lol

ahahahah

Giunchiglia scrive (18.51):

asd (L)

attapper



rimuginato da piccolaemi alle 23:22
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sabato, 22 marzo 2008


Le mani grondanti di vulv-doz nelle mie,

le mie nelle altre.

MPSS, poi doz’house: aperitivi tra ciambelle dietetiche e flash di ouverture da vestizione femminile di rito.

Quindi pandino blu con spifferi, olio bilboa e “perché il wurstel?” sulla palermo-balestrate.

H 21.00 circa: luogo della perdizione: gelo a gogò, lo sbricciolino, le trombe che trombano, il vino rosso&solidale in testa; doz’ulva svolazza biondissima, paresi facciali e fotoricordi, “emi e la teoria del bucatino”, mi fanno male i pienissimi, -c’è patata? -la puoi condividere con noi la patata? ...Sei tautologico, SAPPILO.

L’acqua&alloro in 3 in pieno periodo refrattario da similbucatiniorgasmici fatti in casa chiude mirabilmente la cena tra asma e generiche devastazioni.

Il ritorno sa di cucine a gas e californication, braccia morbide da stringere, mondi paralleli in palermotown, sogni anticipatori di notti&risvegli da vivere fino a tardi. "Potrei scambiare i miei 'le ore' con te ?"

 

...Voler legare il tempo,

stanca di fughe da vento in faccia

e angoscia che si ciba di te alla factory-girl.

Lei la storia, i perché, li racconta con convinzione, tra il mellifluo e l’invasato.

{E’ la paura del rifiuto, dell’abbandono; non c’è la persistenza dell’oggetto interno, è incostante. La mamma è il primo oggetto d’amore a dirti che sei ingombrante. Ma una bambina non sa la mamma perché la rifiuta (lei, se io la amo?). Lei non è cattiva, non può; perciò se non mi vuole è ovvio: sono IO la cattiva. E allora non mi si può amare, lei non mi ha voluto: non mi vorrà nessun altro, lei è buona, non può sbagliare, lei, io.}

 

"Tutto ciò che di importante accade,

accade per sempre.

(e certe volte

continua ad accadere.)"

 

((NO.))



rimuginato da piccolaemi alle 15:38
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martedì, 18 marzo 2008


1#

 

Kurtschlussreaktion. (reazione a corto-circuito.)

Più o meno funziona così: letture su Verlaine ingarbugliati, risvegli, pelle.

Ma il meccanismo può anche incepparsi, è un rischio da correre, fisiologico. E in effetti capita che passeggiate al sole e vaniglia fresca non smussino delusioni graffianti proprio perché non pensavi.

Ho cercato tobleroni riparativi tra scaffali in 3-4 supermercati: non è destino. La cerniera si blocca tra le anse sinuose di cappotti troppo grandi e TAC. Fughe deliroidi in viale regione, è lunga, libera, il vento in faccia urlando senza voci che “tanto è meglio così”. O no. Testa di cazzo.

Chiudendo gli occhi scivoli via;

e questa volta ancora ti ritrovo?

 

“Ciao, che fai? mi vuoi?
ok, ti va?
di qua, ci sei? ne fai miracoli...
reciti bene.

Io non so chi sei
vorrei gli dei quaggiù
perché così rinascerei
senza guai
Dark Room
Che cosa vuoi?
tramonti
Che cosa dai?
che sconti fai?
Che occhi neri hai.”

 

2#

 

Imponendosi Non-Pensieri con facilità.

Adottata, lecco lentamente una caramella trasparente A LETTERE; amo smodatamente la liquirizia, aspetto che il suo volume sciolto dalla mia lingua paziente sia accettabile, ma “emi se la lecchi non si rimpicciolisce!”. Continuo.

Passo ad alberi a conformazione vulvoide, a nuoviritorni su panche e parole sul mare, a risotti zucca-arancioacceso stranamente approvati da ‘loro’.

Il DiVinoRosso merita un 6-, De Chirico e le muse appena un 8 (scarso), le bocche al DVR solo il massimo. E’ buio la sera, la Moskovskaya brucia in gola prima di passare allo stomaco fiera di sé.

 

d.: se sono buono mi vorrai sempre bene?

e.: certo.

 

gv.: il mio regale augello entra solo in porte selezionatissime...

c.: vedi che sta bussando.

e.: occupato.

 

f.: il 10° pianeta entrerà nella nostra orbita, modificherà l’asse terrestre e moriremo.

s.: meglio non saperlo.

e.: e ma io voglio salutarti...!

s.: sicuramente saremo insieme.

 

I flash by Rocket-Home prendono il solito 8e½;

si sa, sono eccessivamente ROMANTICA, io.

 

3#

 

Sarò un articolo 17.

(bambini-colorefragile, carceregrigio, possibilità.)

(brividi di felicità.)

 

4#

 

Vecchio stile, forme.

Giornate frenetiche fuori, brandelli di futuro, uno anche di passato; mi tocca senza uccidere in sguardi ostili da snob giallognoli ed io che sono sempre io, in fondo.

Giro da una parte all’altra 4 volte tra le 9.00 e le 19.00, via sampolo maqueda notarbartolo casa sanlorenzo casa&pc, corro-danzo-parlo-cado, reggiseno sganciato: incidenti di percorso, vermiglia riparto, nuda scrivo -no, non sono stanca- parole si srotolano, poi leggere per domani, sveglia alle 8 massimo.

Penso (“che ho di nuovo i brividi”).

tutto questo sa di vita. 
e di me.

io che sono sempre io, in fondo.



rimuginato da piccolaemi alle 01:22
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venerdì, 14 marzo 2008


“auguri noemi!” – “perché? non è il mio compleanno…” – “ah, auguri!”

“domani prendo servizio in via gorizia”

“le serve una bella strigliata”

“oggi hai le tette sformate”

"che schifo i capelli color mar morto"

“passatemi il lanciafiamme”

“mi hai speso 6euri&75 con una sola telefonata”

“sembri quella di secretary, il film porno”

“ti voglio più che bene”

“ho paura di te...”

“ore 23.01: primo shot.”

 

Questa volta è Assenzio Verdissimo con qualche goccia di lime&sucre.

Saranno state le 23e07: START: il mio rocket-pusher inizia a sfornare liquidi drogati in bicchieri trasparenti; e sono tutti per noi.

In macchina ci aspetta una 7veli orgasmica con le candeline rosa che sarà anche la colazione dolciastra dell’indomani; ci avrà qualche ora dopo, quando ormai la serata è quasi consumata (e noi auto-consumati con lei).

Le foto parlano, mi sento a casa coi miei coinquilini preferiti e/o mangiati, a tratti acquista un senso anche l’altalena che tocca tutti i gradi alcolici&non dell’EmozionePulsazioneDelusioneConfusione.

 

Perché “fuori è un giorno fragile”.

Storie oblique in trascorsi, incontri, risvegli, bui, parole sbagliate al momento sbagliato; sessolabbraperdoniretromarce e ancora: la sensazione di rivedere un film a distanza di anni, fantasie oniroidi, dispercezioni uditive.

L’assurdo è che la meraviglia è tornata, e lo stato crepuscolare con lei dopo qualche minuto; oscillazioni repentine, e PERDO LUCIDITA'.

Non che sia piacevole, anzi; ma il pozzo artesiano è profondo, ci vuole pazienza, la luce che filtra non può che essere atroce all’inizio, ogni dettaglio è scheggiato, lividi, e fa consapevolmente male, ci vuole pazienza, ci vuole clemenza.

 

-gli oggetti sono ineffabili a volte, e la paura aumenta.
-ineffabili..
-piume che volano dissolvendosi, polveri sottili. e poi restano, anche se non le vedi.
-il loro passaggio.. lascia tracce.. e tu cammini per le strade e non ti accorgi di averne minuscoli frammenti fra i capelli.. sul viso..
-e poi ci sono quei fiori, quando i bambini o i grandi sui prati succhiano il gambo verde perché ne vogliono il verde. e ti entrano dentro.
-ma.
-vita.. non avrebbero colore senza vita.. ma.?
-ma. il colore può ingannare...
-e se il colore ti ha ingannato..non per forza deve succedere un'altra volta..
-il gusto inganna meno. (il faut qu'on y goûte.)
-assaggia ciò che dà colore.. oltre a quel fiore può dar vita anche a te..
-IO ADORO I FIORI.


rimuginato da piccolaemi alle 22:16
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martedì, 11 marzo 2008


pieno di voi (noi)

La mia vita recente in una galleria allestita con cura per l’occasione: luci&ombre, giochi, colori vecchi o nuovi, c’è tutto.

Ultimamente studio i quadri trascorsi e ironizzo stirando labbra arrossate.

Il contatto coi ricordi non riesce sempre a far male, nonostante i vari ‘ho deciso che torniamo insieme’, le inaspettate gazose stantie, le parole mai dette di chi da anni non vedo per più di 6 minuti al mese, l'angoscia impotente di vederti fuggire al rallentatore, a piccole dosi, filmando masochisticamente ogni attimo. La sequenza mi fa una rabbia triste, fanno rabbia i vuoti blablabla, i ‘non mi vuoi più bene, mi hai abbandonato’, ‘parliamo solo da 16 minuti e 39, non chiudere’, 'il lunedì sono sempre depresso'; e faccio rabbia nelle mie coazioni relazionali (irrazionali), nelle mie notti incerte.

 

In un angolo, tele menzionano giorni in cui contavo i resti di un cuore, avanzi secchi, scollati, la colla raggrumata ai bordi impediva meravigliose collusioni riservate ai più, e non a me; la lastra in vetro trasparentissimo che mi tagliava fuori, io col naso incollato a guardare ‘il dentro’, la pioggia si confondeva con me.

 

E oggi.

I mesi passano.

 

Oggi voglio acqua; acquerellata.

Acqua su di me, leviga segni e non lo avresti creduto.

Calda su due stretti in un cubo e accappatoi bianchissimi.

(tra echi di respiro tra echi ti respiro.)

Acqua; perché se la bottiglia inonda l’adorata borsa a pallini un motivo ci sarà.

 

‘Come un quadro di Chagall’, leggèra su mattine sincopate notti lunghissime ore metafisiche senza stancarsi sere ovunque a ballare sudati pomeriggi a comprare leccalecca e giraffe giallissime.

Sono rientrata da una tenda morbida e sfilacciata, qualche graffio, dentro è vermigliovivo, pieno di voi (noi), e ne è valsa la pena, ne vale sempre la pena per poghi frenetici i classici giovedì in giro, atmosfere da anni ‘70 esaltati, panico da caos ska, soliti cari scleri al rocket, richiami all’ordine, e LASCIATEMI LI', che tanto stanotte

IO

Non

Ci

Sono.



rimuginato da piccolaemi alle 00:56
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mercoledì, 05 marzo 2008


febbri.

 

 

In macchina agli incroci assorta, forse proprio per gli automastismi da meccanica semi-evoluta che ormai conosci come il corpo di un uomo dopo anni; CANTO. I Baustelle mi assillano di ricordi e parole, Melancolie su di me.

E’ strano gustare questa musica, esattamente come narcotici di cui ultimamente non puoi fare a meno, con tutti i correlati fenomeni di astinenza, tolleranza e co.

 

Movimenti. (insofferenti.)

Capelli violacei, decisi e sfumati, che non è contraddittorio.

 

Attendo feste in cui non essere felice per me, o meglio: non solo.

E intanto il fluire dei giorni a chiedersi come mai, leggere frasi mai stanchi, studiare volti con occhi sempre diversi, scrivere di, felicidubbiosi per insignificanti cazzate, e perdonareabbracciareregalarealtalenare.

Mi chiedevo come sarebbe stato dopo tutto rimettere pattini rossi e vento freddo sul viso; perché non è detto che si sia ancora capaci.

Febbri di panico pietrificano il desiderio, mani nervose, lo riconosco subito, ormai, il 'TRAUMA del TRAVASAMENTO'. Allora mi fermo attutita da abbracci morbidi appena prima di iniziare a tremare, e non si capisce se per l’emozione o per la tensione di disfatte appena all’angolo.

Sul momento non so perché se credo di aver riposto le valigie poi me le ritrovo piene accanto al letto.

 

*Forse sono solo ubriachella.*

 

(ma non sempre spiegare ha un senso,

e non ci sono risposte per certe domande,

o ci sono e non le vuoi;

perché a volte il fare è diverso dal dire,

che è Troppo.)



rimuginato da piccolaemi alle 02:53
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