venerdì, 31 agosto 2007


Autunno.

Il mio nuovo amore in batuffoligialli beccaglia vividamente,
suoni che sono emozione, colore.
Stupidamente rapita, guardo lenta per ore il dolce ipnotico.

Bambina -sarà un secolo fa-, tra i ricordi più nitidi gli occhi sul batuffolo
i miei occhi ancora estasiati i suoi piccoli occhi.

Saltella nel mondo barre&colori, forse stretti forse pochi,
ma io lo amo.


E lui è felice, il mio amore,
con me.

 

(dare fondo ai miei risparmi di mesi.
per essere ancora. quella bambina.)



rimuginato da piccolaemi alle 18:39
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lunedì, 27 agosto 2007


La spiaggia di sera e Maurizio col capello giallopaglia sull’occhiale da sole, che non si capisce come non cada tra le assi che fanno cadere me.

E’ illogico come incontri ti cambino la giornata o non solo quella; perché oggi ho voglia di casa, di sciogliere nodi e fare un figlio per i motivi sbagliati, perché ho voglia di urlare a qualcuno che lo amo, di ascoltare che mi ama, perché ho voglia di mondo, di sentire, di provare e non reprimere, di investire chi merita, di me. E' così faticoso recitaresorriderefluttuare. Oggioggicazzooggi.


(6 anni e ne avrò 30. chiedo inutilmente chi sarò, chiedo perché cazzo non ho nessuno a stringermi ora, dentro, e me ne fotto di una madre, di loro, basta, capitolo chiuso, o forse mai chiuso-nonchiudibile, appunto.)

 

La bimba fragilmente vitrea in rosa e giallo in giostredasogno vorticose e traballanti –vorticoseetraballanti- e il nastro in testa che non ho mai avuto lo zucchero filato che non ho mangiato la bambola che non ho amato, stretta, forte, la carne flaccida di bimba morbida su plasticaepezza e ginocchia sbucciate a credere che lei, lei, no, non mi lascerà.

lei, no, non mi lascerà.



rimuginato da piccolaemi alle 15:02
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sabato, 25 agosto 2007


Sono tornata.
Sì, perché sono stata via.

Mi manca scrivere tutto furiosamente, di quei letti, delle onde
o di una bimba e di quei lividi, ma è come non saperlo fare,
quando hai tanto da dire e altrettanta paura di dirlo.
E troppi g
raffi da accarezzare.
E angoscia,
ruvida d’istinto e di sudore.


“Io so pensare bene e spesso.
Nel pensare si nascondono ricordi
che vorrei non riconoscere come miei.
Sono farfalle che volano posandosi sulle labbra
si fermano
senza che io possa difendermi
Mordono”.


mordi



rimuginato da piccolaemi alle 14:41
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sabato, 18 agosto 2007


Sulle scie ossidate del finire, ci scontriamo tutta la sera
più disperatamente vicini&lontani di quanto si pensi.


E gracchiante resta, labile, "quel Melancolico", oggi,
che non aveva mai visto, la
bimba di zucchero...

 

 
malincolicofinire


“È stato un solco
tracciato all’improvviso
senza certezze, senza prudenza
nell’annusarci
d’istinto e di stupore,
in un crescendo
che ha dell’irregolare.

Forse l’attesa
ci ha visto troppo soli,
forse nel mondo non sapevamo stare
così distanti
ad aspettarci ancora,
così prudenti,
così distanti,
così prudenti.”



rimuginato da piccolaemi alle 02:59
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mercoledì, 15 agosto 2007


baci


[A]
 

Facciamo tutto sul letto e non era previsto, sembra un film grottesco in cui dici non dici dici troppo, anche ciò che non devi dire, e va meravigliosamente.
Mai accaduto prima. Meravigliosamente.
Forse perché è e non è come al solito, forse perché è solo quello, emozione in un angolo significativo di soma. Un. Solo. Angolo.
Peccato che io oggi sia confusa dalla mia diversità e che mi strazi di voglia di amore tormentato non tormentatamente infelice: tu, disperso tra stanche chiacchiere rauche. Perché amour è rossoscreziato. 
 

[B]


Questi giorni di dolcezze straniere sono un film romanticamente bianco; e nero.
La lenta calda colata di ferragosto spalma di cera rossa e con fatica siamo lì, con fatica stiamo lì. Corriamo come mai in due, mano nella mano corriamo bambini vicini tra musiche balliamo le tue labbra come ieri su di me sudimemememe, casini, su di me.
E svegliarsi e spasimi e volerti di nuovo e chiamarti di nuovo e rialzarsi di nuovo e le scale e ridere o no in quattro, di occhi. Il mare liscio e quelle parole, il regalo che non sentirò più. La fine.


[C]


...E’ ricadere tra sorde visioni già note.
Pesa, sì. (se precipita e forse non ha fatto troppo per evitarlo.)
Nel nero un ritorno di luci scremate che ho assaporato. Di rossocarminio tra tende volute (strappate). Di veli che ho seminato intensa su strade e fiumi; non avevo voluto ammirarle, le pieghe, “prima”. Le mie insopportabili pieghe. 
 

Sai? Rimane tutto dentro, e la voglia di fuga.
(ma ecco che lei è troppo lontana.)

Falte.



rimuginato da piccolaemi alle 22:13
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venerdì, 10 agosto 2007


cuoredicarta

 

Perché dopo un po’ inizia l’agonia "normalizzazione" e ciò che è stato vissuto è contornato da fumi di sonno, sonnosognoastioso anestetizza frammenti di vita che nebbie in bocca già si sciolgono sulla mia lingua rossa e adesso mangio
alle 13 non più alle 18, anche se alle 18 ho famedime.

 

(e resta tutto un sempre più piccolo cuoredicarta
che freme piano dentro.)
 



rimuginato da piccolaemi alle 18:00
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giovedì, 09 agosto 2007


Allora.

 

Ci penso, e giungo alla conclusione che il viaggio non sempre si può raccontare; a volte si può solo vivere e blandamente rivivere nelle parole tra noi, in aeroporti scomodi o in aerei di nuovi ritorni.

 

Penso. Che partire mi abbia fatto bene.

Penso di aver imparato che posso stare da sola, anche se è difficile, che posso chiudere ciò che va chiuso, anche se è difficile. (perché se qualcuno non c’è più, non puoi esistere nella speranza del ricordo.)

E che Io. Posso essere attraente, posso essere ammirata, guardata.

Io. Ho rivisto in faccia i miei spettri e li ho ignorati -è la prima volta- per ballare fino alle 7:53 tra estranei che mi hanno dato. Qualcosa. Che non so.

Penso che tornare a piedi dopo il Lux, io e tutto questo, col sole, e poi parlarne insieme, nel nostro silenzio, lontane da tutto se non da noi stesse, sì, lo penso. Ha cambiato qualcosa.


I pargoli da foraggiare non mi stregano più.


Voglio scoprire, scoprirmi, essere scoperta; e se non vi va, amen.

Voltiamo pagina, noi.

 

Tornando da Lisbona, i vicoli, gli incontri,
e tutto ciò che non si può ancora dire.



rimuginato da piccolaemi alle 12:09
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