martedì, 29 maggio 2007


[FilobateNuda]

 

Il magro piedino n° 36 ben fasciato a lisciare quell’asta sottile, lucida -sfiora questa porta- . La sfiora con voluttà, fa l’amore con lei quel piede in rosa -bussa, non stare a guardare- .

Raccoglie con cura il coraggio come mele gialle da alberi alti, raccoglie delicata la forza –bussa, che aspetti?- : gambe tese, piedi fasciati, punte piegate senza dolore sull’asta adorata con cui hai fatto l’amore; ti muovi, grazia virile, occhi dischiusi, forme leggere; la classe discreta di quelle mani allungate, signorili per l’amore con cui la accarezzi.

Quasi a metà -si apre...- .
(ansia densa e informe si cristallizza in pensiero.)
Ti chiedi se ti tradirà, o si sgretolerà, tu impotente.

...Cadi.



rimuginato da piccolaemi alle 14:54
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domenica, 27 maggio 2007


 


Camminando grondante di speranza,
iofilobate su fili di lana
dalle estremità in fiamme.

Compravo fragole&zuccheri succhiati in bicchieriincocci prima del mio tempo e ioignara dispensavo carezze delicate di piccole mani tremanti su visi sudici e opache barbe false. E brindavo a me stessa, di candore che oltrepassa tradimenti in forme e colori sfumati, o acuti. (maledettoaprile.)

Camminando. Caricando su piccole spalle le redini ormeggiate in stagni melmosi... camminavo. (con mani in mani sbagliate di muffe.)

Non sapevo -o non so- se ero su sabbie molli di falsità, occhi in veleni, gioie&letti meccanici, vaghe intimità non-sinfoniche, ma mai per lei, io, a pensare chimere di te, di noi, tunoi, vivi in me di slanci accorati; e scovare qualcosa per contemplare le labbra adorate distendersi in un sorriso, qualcosaqualcosaqualcosa, ossessioni d’amore stregate, rossibaci di sentimenti univoci, nerevoraginiinspiegabili.

E tu -sterili deserti esplorati- ghignando sogni avàre gocce di seduzione, e vuoto distilli la tua grigia insidia in vulve voluttuose di mistero.

Camminando vuota di speranza, iofilobate su fili di lana
dalle estremità in fiamme. E senza reti, di sotto.


rimuginato da piccolaemi alle 19:26
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giovedì, 24 maggio 2007


[Oggi.]

Da ieri ho una maglietta adorabile, col porco;
e le minimutande col porco.

Già. Ieri ho sorriso, ho preparato dolci al cioccolato&pistacchio, ho guardato le splendide pine, le ho strette, egoisticamente per me (solo per me ieri), mi sono fatta vezzeggiare da papi, lui che ha sempre le medicine giuste, ho goduto del passato col presente, e del presente, il mio, perché c’è, era lì. Li ho guardati tutti, ho fermato piccoli scatti dolci nella testa, ho costruito castelli di sorrisi miei e vostri con colla&affettorouge.

Eppoi, eppoi.
Ghignando ti sei scrupolosamente curato di sfilare l’ultima carta, quella che regge i ritagli ancora umidi di colla; e c’è stato rumore... l’improvviso squarciarsi della percezione, immagini a colori “come insetti collassati dal vortice della velocità” giù in picchiata, di colpo, cocci, vetri in pezzi, “il rumore sordo dello sgretolamento”.

Voglio che tu sappia che io meritavo sorrisi;

voglio che tu sappia che hai perso. you loose.

 


(e ho raccolto i miei pezzi, li ho tenuti stretti.)

(ma tu sei rimasto sull’asfalto. pena.)



rimuginato da piccolaemi alle 13:48
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martedì, 22 maggio 2007


[Compleanni in Preludi]


adoro il contorno. scarabocchio il mio "centro" in attesa del più bel regalo da scartare; eppoi è tutta carta. carta rosa&pallinigialli tra mani di bimba delusa.

[...]
le due “g” e quella “i”, l’onomatopeica dolcezza indurita dalle ferree scadenze per cui anche il miele dopo un po’ si può buttare.
(si chiama muffa. si chiama tempo. noi ammuffiamo, col tempo.)

[...]
22 maggio, ore 24e01: mangio poisson in mio onore rigurgitando il terrore. vomitovomitovomito muffe. (...pesce?)

 

[Sto Bene.]


solo stanca di rastrellare stanchezze accartocciate.

[...]

tirarsi le coperte fin sopra la testa in fuga da mostri succhialinfa, contaminano anime comodamente banchettando, spellano carni di spiriti violati, senza un nocciolo. di. pudore.



rimuginato da piccolaemi alle 01:43
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domenica, 20 maggio 2007


[le valse d’amèlie in sottofondo. 
essenza in effluvi sonori.]


stanchezza.
estenuante, consunta, prostrata. secca.

 

“quello che ho amato” gioca con me come un gatto e io gomitolo tiragraffi in un distorto dèlire à deux  (voglio quei baci, ok, è stato, ora li voglio, spogliami, leccami, voglio.)

Gattini ancora ciechi che auscultano naturalmente l’aroma del latte rappreso su neri seni pendenti di madre; e ho seguito l’odore. di pelle.
 
 

dèlire à deux

 




















la strana intimità di quelle 2 rotaie.
la certezza di non incontrarsi mai.
l’ostinazione con cui continuano a corrersi di fianco.
»

(A. Baricco)]



rimuginato da piccolaemi alle 16:49
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mercoledì, 16 maggio 2007


Un attimo e labbra vermiglie
su una torta
architettura-fiele
ma sorridi (tu non vuoi rovine, no.);

poi non gusti l’aspro invadente,

bambina ti inondi, luminosa stupita,
dolce di un dolce leccare fragolenarcotiche,
e parole ripiene per eccellenza.


 

14maggio07









 


 

«Bisognerebbe esser stati lì, allora.
Lì, in quel momento.
Lì. Per capire.
Qualcosa di tutto quel tutto.»
(A. Baricco) 



rimuginato da piccolaemi alle 19:33
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venerdì, 11 maggio 2007


 
[doveri doverosi incompiuti, as usual]

alla petite camera iperbarica, fuga-autocura-sublimazionecreativa vs grigiamonoquotidianità ottundimento di vite asfissiate vs arcobaleno poliedricamente disteso con acquerelli sulle teste. dose di O2 tutto mentale. banale, ma MIO. dopo un anno di rifugi schizofrenici-paranoidi, auguri.

 

mamma matrigna verde-spina che non ho mai avuto, ti offro pasti e digiuni che non desidero, per te, per i sensi di colpa. auguri(in)felici.

 

e ricordi di noi in anticipo, perché non c’è niente domani.
Ricordo ricordi di pelle, tu mio per poco, ma così: tutto, noinoinoi.
(ragione e torto all’infinito si incontrano, non noi forse.)
ti sfioro, cioccolato&muffe. nonauguri.



rimuginato da piccolaemi alle 16:12
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mercoledì, 09 maggio 2007



 
*?* scrive:
 maggio è un mese assurdo
*?* scrive:
 sono nata, io&lui ci siamo messi insieme ed è nata mia madre.
 io, io&lui e la mater... i miei 3 grandi casini.
Wanderer {Quoth the raven, `Nevermore'} scrive:
 è il mese delle rose: tanta bellezza, e tante spine taglienti, 
 portatrici di dolore
*?* scrive:
 già. 

(solite banalità affilate.)



rimuginato da piccolaemi alle 18:05
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giovedì, 03 maggio 2007


Ieri la stupida di turno del tg4 (tipico contorno di Emilio Fede) blaterava forzatamente quel noto assioma (?) per cui i primi 5 giorni del mese sono rivelatori dell’intero arco disegnato dal suddetto sull’ardesia nera dell’anno.

Ora
; al di là della pletora di inutilità sull’orlo del concetto, siamo nella merda.


Ho infatti realizzato con estremo ‘piacere’ che passerò gran parte di questi giorni col vessillo della C.R.I. in testa, con siringhe in mani mozzicate e col portafogli assolutamente vuoto, sacrificato nel tentativo di salvare il mio scoiattolo morente (la piccola bocca ferita ancora una volta feroce).
Ah, e ovviamente odiata dall’ingrato.

 

(la storia della mia vita, insomma.)



rimuginato da piccolaemi alle 12:04
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mercoledì, 02 maggio 2007


E' maggio.

«Ricordi, amore mio bellissimo?

Mangiavamo gamberi baciandoci per minuti interminabili sul divano a fiori.
(sono fluiti 24 inutili anni da quando sono qui. ne sono avvizziti 57 da quando hai ansimato per la prima volta senza ancora sapere.)

[...]
 

Voglio che tu sappia che ho salito piano la scala del nuovo letto al 1° piano sorridendo a fior di labbra, finalmente; è stata la prima volta da quando dormo lì, da quando tutto è ancora più complicato.

La prima sotto coperte con dentro emozioni, piena, e non di cibo fagocitato al buio; la prima senza fuggire nel sonno, ma sveglia a fantasticare serena di te, di noi, dopo macerie squagliate.

Sì, la prima a sentirti su di me col tuo odore senza pensare al cianuro, la prima senza ansie brucianti, la prima a fingerti cuscino per sedare la voglia del tuo calore, quando intorno gravita il silenzio.
E a dirmi senza bugie-forse-circonlocuzioni che ero felice, che desideravo illudermi perché c’era luce, un senso, lì.

(la prima... da tanto, da troppo; da più di troppo.)



Ti amo, addio



rimuginato da piccolaemi alle 00:29
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