sabato, 28 aprile 2007


la tennet's sul divano gladiolo versione arancio
i nostri piedi davanti alla camomilla&macine
la tua barba e i miei ‘pensieri’
dietro la collina, il flash dell’agriturismo fascista di 25/04
l’involtino di pollo e le pine
le vin rouge
il supertele giallosole
il morbidoso cuscino ‘donatella’
gli occhioni di maria&rosina
soni e la mania del cavallo (lei sopra, per ora)
billy’s e il nuovo papà
il lulu, la musique e juandediòs

tutto il bello vivo dentro la mia testa...

versus

...chi sceglie deliberatamente di non essere se stesso, di rinunciare ai suoi pochi valori. perché? per seguire una moda. per essere accettato socialmente. tristezzarabbiadelusione. fine. e fitte, dentro.

...quell’ansia sinestesica che accelera il flusso del sangue appannapungolastilla acidi verde-mela in occhi.

 

(Non sono un corpo che resiste agli urti o li assorbe; io mi squasso, non posso farci nulla, non io, non ora. Ma voglio che tu sappia che cammino, voglio che tu sappia che avrò la resilienza del solido invidiato, perché io merito.)



rimuginato da piccolaemi alle 14:10
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martedì, 24 aprile 2007


Fottiti. Io dimmerda. Urlo contro.

 

Ma cosa sono…? Un budino che al primo tremito frana su se stesso?

Una parola più dura, fraintesa; basta questo per far ammollire le mie fondamenta liquide, per sfondare i miei paraventi in veli.

 

Sarà che ormai sono “lunare”. E’ vero manu. Non è assolutamente semplice tornare indietro. Nessuno lo ha detto, lo abbiamo visto in occhi scettici.

 

(mi sembra di vivere nell’assurdo.)

(nascere è un pacco.)



rimuginato da piccolaemi alle 16:22
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sabato, 21 aprile 2007



Vuole qualcuno come O2 che le prenda la mano e glielo spieghi quel perché. Non perché è sempre così, non perché ha segni liquidi dagli occhi in giù. Perché ancora non si arrende? Perché ancora si arrovella per sorridere? ...E alla fine raccoglie la ricca e cremosa delusione di sempre.

L’io si frantuma, cade in pezzi, dolore, fallimento.


(sono un bug di sistema.)
 

Camille Claudel scrive:

Sai quando senti il cuore pieno di bene x qualcuno?
D
eve essere quello ke provi tu.. un bene limpido, senza rancori, malumori..

° scrive:

Hai ragione… è una sensazione bellissima... la provo spesso anche per lui... solo che poi esce all'improvviso l'ago dalla tasca, e... la buca...
come un palloncino.

Sentirsi straziati è faticoso.

Dopo anni i palloncini si stancano di nascere ed essere bucati.



rimuginato da piccolaemi alle 15:04
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martedì, 17 aprile 2007


48 ore without larmes.
(nonostante la bonne nouvelle delle 'minacce' politiche paglia. E fiele.)
Sarei tentata di inneggiare al miracolo, ma non vorrei scomodare le misogini altitudini richiamando la loro attenzione sulla mia insolita? ilarità.
Oggi voglio rosso e fragole e grand marnier sull’erba. O su un letto. E te.

(P.S.: le steatopigie e le loro paturnie stanno per tornare, a quanto pare.)

 



rimuginato da piccolaemi alle 17:24
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giovedì, 12 aprile 2007


Presa dagli incasinati casini da desperate housewife inside and telephone operator out, sballottata tra un libro, una seduta, una noche salsera e un letto da sbagnare in case nuove, ho deprecabilmente trascurato il mio 3° figlio, senza dubbio il più prolifico, visto che il cat è castrato e lo scoiattolo è un segaiolo dai coglioni grossi come 2 noccioline (la compagna di letto [che poi si scoprì essere un transgender] l’ha prosciugata qualche annetto fa, quando io stavo ancora col vegetariano. [dopo l’eutanasia fu sepolta su un pizzo di montagna su cui non saprei più tornare.]).


Insomma. C’est moi, comme toujours. Sono ancora banalmente qui fino alla prossima folata paranoide, io e le tipiche altalene sdegnose stile marmellata di cedro che senti la parola marmellata e subito ti esalti, ma appena ci affianchi il suono “cedro” sono cazzi.


In compenso, ho da poco appreso che, a quanto pare, alla nascita hanno aggiunto ai fiocchi rosa-scompito della dotazione standard un nuovo opzional: un bel paccone di masochismo attaccato al culo. (ed è per questo che ce l’ho "a panettone". Eureka.)


Ah. Comunico al mondo che -a ciliegiare il quadretto del grotesque familiare- è giunta la badante polacca; che capisce meglio delle urlanti macchiette sterili che costellano le case nostrane.


(e su queste note, torno a spellare peperoni giallognoli.)



rimuginato da piccolaemi alle 17:50
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