venerdì, 30 marzo 2007



"L'inferno dei viventi non è
qualcosa che sarà: se ce n'è uno,

è quello che abitiamo tutti i giorni,
che formiamo stando insieme.
Due modi ci sono per non soffrirne.
Il primo riesce facile a molti:
accettare l'inferno e diventarne
parte fino al punto di non vederlo più.
Il secondo è rischioso ed esige
attenzione e apprendimento continui:
cercare e saper riconoscere chi e cosa,
in mezzo all'inferno, non è inferno,
e farlo durare, e dargli spazio".
(I. Calvino)

noi siamo lì.
noi siamo l’inferno.



rimuginato da piccolaemi alle 15:27
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martedì, 27 marzo 2007


«[...] La casa dei rêves semivuota e, in mezzo alla stanza, a terra, l’alcova di coperte e cappotti. All’angolo il tavolo color castagno, di fronte la curriola lucida, poi la porta socchiusa; dietro, una luce a spiare tra mura ossute... Il buio eloquente allenta sospiri taciuti e il plaid non è mai stato soffice, il pavimento molle o il freddo tiepido, prima.


Molto dopo, l’acuta emozione da prima volta (perché era la prima, in un certo senso) stringeva i corpi
liquidi tra le pieghe della dolcezza.


In fondo, uno specchio dentro uno specchio dentro uno specchio dentro uno specchio... al centro, esseri fusi e solite lacrime.
»

 

(ora lui mi mangerà.)
(per poi vomitarmi con grazia.)



rimuginato da piccolaemi alle 16:28
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sabato, 24 marzo 2007


 cuoremalato





 

 

 

 

 

 

 

 

E’ difficile restare in equilibrio e non cadere nel già detto già scritto già fatto. Ma io sono quelle parole quelle paure in mani secche quelle illusioni in coma in flebo di saccarina.


Taglio i capelli, comunque sono io, e a
forza di mordicchiare un dito si apre un taglietto colante. (questo sangue non si ferma, ho un dito rosso colante.) L'iniezione rimescola le menti, decanto tartine apparenti al pesto&parmigiano, ti sbagli ridi torni indietro, bevi Müller Thurgau e te ne fotti dei soldi, vuota o felice un momento, anche se domani.

Siamo Eve su canzoni anni ‘60, ridiamo sotto gli urti di estranei lì a ferire, non importa quanti lividi ho, il dito cola ed è bellissimo oggi.

(Quando uno pensa che le parole siano finite, ecco che arrivano le tue, e il cuore e il trapianto e l’aria, per un po'.)



rimuginato da piccolaemi alle 13:33
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martedì, 20 marzo 2007


[Il buio arriva nitido attraverso quelle parole. 
E non c'è luce di soli, stelle o lampadine qui, all’improvviso.]


Giungono scalzi i momenti in cui ausculti fondi di bottiglie e dirupi.
Non pensi, ma senti, strazi e lo senti, urli e non senti, guardi mani tremanti, ploc-ploc-ploc e una due tre quaranta. "Zucchero & lemon per ignorare l’orrenda mistura di sapore-odore-medicinale. Aggiungiamo questa, due di queste e un’altra di questa qui". Complici il cell. spento e l’eureka del vino (...per festeggiare il coraggio? No. Che coraggio? No. Per affrettare.  Sono chiare, le controindicazioni: niente alcool). Tutto meticolosamente tremante, tutto in silenzio apparente. Ma lei sente&strazia e NON vuole Domani.

Scarti l’ultimo BacioPerugina sul tavolo noir, lo stringi, si scioglie ed è il tuo Calore, mamma amore amica nonna padre fratello specchi. Lecchi adagio, perché li avresti voluti qui prima del Clic, prima di "non voglio questi domani."

Ti strappano il secondo bicchiere come un feto dal grembo, e ride. Non c’è orgoglio, solo strazio; e consapevolezza. Come sempre, non avete capito. Come sempre, vi accorgerete Tardi.

Davanti al pc, pensi di aspettare qualcosa, sola o non del tutto sola, ed è il vuoto, zero ricordi, la mente in giravolte. Perdi il tempo, non lo ritrovi.
Scovi dietro gli occhi un maglione bianco, è caldo, ti parla, e sei un po' felice perché il bianco non fa male; e poi gud a terra e voci e un pater, nonna che crede sia solo ubriaca, il campanello e quella voce urla sommessa/odia severa; perché non capisce, non capirà. Che potrebbe abbracciare invece di.
Dietro, mia cugina o sorella. E qualcos’altro, tipo una cena rafferma, giravolte, parole, isa avrà pregato, soni ha chiesto, piroette, il miele le infila il pigiama al pistacchio di doni. ...Non è andata.


E' Questo. Non scandito.
Come un allucinogeno. Di tratti e di nausee.

 

(appena sveglia, andrà a un funerale.)



rimuginato da piccolaemi alle 01:28
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mercoledì, 14 marzo 2007


...ti prego in lacrime rouges...


rimuginato da piccolaemi alle 13:11
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martedì, 13 marzo 2007


Pensieri Felici?



Viale Regione è indubbiamente squallida la mattina mentre vado a lavoro. C'è però un angolo con le Margherite Bianche su cui indugiare per accendere i Pensieri Felici.

Le margherite candite, il tocco delicato dello scoiattolo merveilleux, i piatti arancio, Parigi e i biglietti della metro nella tasca destra della felpa di Tatì a Rochechouart, un piccolo bambino col grembiulino azzurro sotto il minuscolo giubbotto verde e l’ombrellino bianco strascicante l’altra manina stringente la metà della diade indifferente alla fortuna; e il malsano desiderio di maternità diventa invadente.

 

Ignoro un po' l’iridescenza della tristezza per il mio essere Diversa, per il mio essere Non-Compresa, per la mia Fame-di-Trasparenza su chi trasparente NON E’.

(Per fortuna non sono ancora appassite, le margherite. bianche.)



rimuginato da piccolaemi alle 19:56
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domenica, 11 marzo 2007


viva


[scleri da ordinaria follia]

La folla procede a ciuffi e frammenti rosa, stranamente a piedi, stranamente non urlante, quasi in religiosa gioia sommessa nonostante il freddo a turbare angoli nudi.
Passo nella decadente car verdeacqua, penso che se riesco a notare tutto questo, a stupirmi, ad apprezzarlo, forse sono ancora Viva.
Poi realizzo che quello è un “miracolo” da folla dispersa intorno allo stadio a sbavare come fosse apparsa una madonna. Ritorno quasi in me.
D’altronde sto andando a lavoro, d’altronde non ci sono posteggi, d’altronde li invidio un po’ per la serenità pre-partita che respirano a piazza Alcide, mentre io vado a spaccarmi palle&corde vocali con le pseudo-vedove d’Italia per 3 ore che non passano mai.

Mi convinco che devo restare sveglia ed ecco che nel mio cervello inizia a scorrere un nastro con la mia sigla degli ultimi tempi [il pranzo è servito], con le mie immagini preferite [mancanze baci sul collo torta di mele vestiti che cadono, baci torta di mele sesso pollo, follie baci perugina torta di mele fermati.], col mio martello pneumatico personale sulle teste di quelle arpie stridule: “qui non ci sono uomini!”. [Bah. Soddisfatele, please.]

Intanto io molto stile
Ally McBeal resto non-metaforicamente nuda sulle lacrime nostalgiche e sui sogni, sul teorema dello zucchero che mi distilli in vena un giorno sì e uno no. E con quel sapore inconfondibile delle lacrime ci incolliamo.

Contemporaneamente sto lavorando.
(e anche se non sembra, a quanto pare sono Viva )


rimuginato da piccolaemi alle 20:50
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domenica, 04 marzo 2007


:*

Mi sento nostalgica oggi.
Una settimana è niente, non è vita, è passata volando, lasciando tracce, come piccioni su balconi incrostati.

Mi sento nostalgicamente sola oggi.
Penso a giornate in bici, anni fa, a scampagnate e mega-cene a 3€, penso ai trinko-party, ai 31/12, alle lacrime delle liti. Penso che non è questa la vita, ma in parte è quello che vorrei, la MIA VITA, la vita di PRIMA persone di SEMPRE mi rassicuro e rassicuro fragilità specchiate, voglia speciale di offrire abbracci fraterni. E una settimana è niente.

E’ sterile spiegare le falene nella testa, sono afona, muta, dislessica, non riesco a essere, pseudo-logorrea soffocante trabocca inviluppa deborda e taccio impotente di Femminismo Misogino.
Lo zenith dell'alienazione
.

(Osservarsi vivere; è la cosa che ci riesce meglio da un po’, eh?)



rimuginato da piccolaemi alle 15:28
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giovedì, 01 marzo 2007





Di giornate intense all’uni -non la mia, degli altri- e conferenze per stare vicine e incontrare lui con un bacio, e pranzi al tonno e siga con caramella rigorosamente in bocca tra un tremito e l’altro perché è sempre tutto un casino di equilibri in gioco. Già.

 

Di notti marce a torcersi, di coltelli che si conficcano gratuitamente,
di vendette e di morti.

 

Di case che sogno e che odio per ciò che si respira o respirerà e di ME, che boh. Sono lì, piccola ali spezzate, comparsa o neradiva di barbare esistenze a tratti.


*** 


Velma Barfield schifo scrive:

ma pekké si sta sempre male? io non lo trovo giusto..

*A Morsi* scrive:

piccola, lo so...

*A Morsi* scrive:

gli indifferenti direbbero: “c'est la vie...”

e sai che c'è? che è proprio vero.



rimuginato da piccolaemi alle 14:40
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