Candida tristezza, come l'affetto per l'animale
più dolce che abbia mai stretto.
Leggendo, rifletteranno sulla mia stupidità, forse,
ma si può soffrire abbestia, per loro;
si possono avere rimpianti;
e si possono amare tanto.
Non riesco a fermare le gocce.
Avrei voluto esserci io al suo posto.
Perché l'ho sempre creduto,
che sono meglio di noi; di me.
(è che, ormai, restano Insulse Parole Odiose.)
(...A ricordare che siamo Noi gli assassini.
Noi che li abbiamo illusi, adottati, coccolati, abbandonati, come i giocattoli, da bambini. E loro ci adoravano, con le zampine da grissino, i tentativi di stupro, i codini estraibili, il pelo morbidoso sul viso, le coccole la notte con la febbre, l'odore di fieno. Deve essere orribile morire da soli, soprattutto quando si odia stare da soli e al primo rumore si corre alla porta. freddo.)
L’originale Abbandono-Perverso non mi lascerà, mamma. Perché non mi sentirò mai accolta, come da te non lo sono stata.
Per me, in me, una luce di urna lattiginosa che sospende oggetti e cose nel limbo, per poi lasciare un notturno labirintico, la sensazione di essere ubriachi, soli e febbricitanti.
Avevate ragione.
Sono brutta dentro e fuori, in cancrena.
Sono un fiore nero col piccolo gambo spezzato.
(non posso che appassire a poco a poco, amore...)
(non posso che appassire a poco a poco, mamma...)
E sono il vecchio sdentato su un whisky che racconta lacrimevole ciò che era e che NESSUNO ricorda. Ma lui ricorda, perché sa che non ha altro; che non sarà mai più niente di diverso che un vecchio sdentato su un whisky, MAI PIU’.
[a un certo punto si vive di rendite di “memento”; a un certo punto si devono illimitati tributi di torturante onore alla tomba di un futuro che è la tomba di un passato, e viceversa.]
Sai, ho conosciuto persone, ma non sanno chi io sia, non hanno visto.
Nella mia lotta IO vs IO, da anni non ci sono vincitori superstiti.
Ed è per questo che nessuno mi entra più dentro senza essere espulso dopo poco con tremante paura convulsiva.
(Siamo entrambe marce, N. di 3 anni fa, N.-Bambina in nero su balconi brulli; hanno già perso; eppure non vogliono abbandonare il campo, loro, anacronisticamente fuori luogo.)
[...]
Lo so.
Non c’è tempo.
####
(Io non posso avere paura di prenderti la mano, se ho paura è perché
potresti rifiutarmi; e ferirmi; e uccidermi; perché ho il gambo spezzato.
Allora deciderò di non correre nessun rischio e di chiudermi ancora dentro,
lontana. Per questo non posso avere paura di prenderti la mano, capisci?)
(«NO, SCUSA.»)
Ho la Nonna è in Burn-Out.
Vorrei (ma non posso) aiutarla a riflettere su cose e persone ogni tanto, invece di guardarla seguire stile mula paradigmi obsoleti assorbiti qualche secolo fa.
Perché è uno Scottex Assorbente, lei; e non sembra, ma è intrisa di ansie e idee platoniche; o affetti incomprensivi; e solo doveri sempre dovuti.
Sarà che io ho sempre preferito la stella (“guarda la stellina in cielo; quando se ne va, torno”) della mia banalmente lacrimevole infanzia di attese su balconi brulli.
Non sopporto di vederla così.
E non può farlo per quelle ridicole fissazioni, NON PUO’.
(ho dei Nodi dentro da sciogliere, è impossibile che
TUTTO faccia male. …e lui è davvero carino adesso, ma.)
(IL NODO O SI SCIOGLIE O SI TAGLIA.)
…Le case di riposo.
Che si fottano tutte, Amen.
####
«metto tutte le mie lacrime
nel freezer
poi ti faccio una collana,
e tu quando hai sete
sfili una perlina
e te la sciogli dentro
piano piano
tanto le mie lacrime
non sono così salate.»

Ieri stretti e con pochi vestiti è stata un’Emozione. Dopo tanto.
Prima abbiamo visto l’appartamento, e fatto progetti di tende, divani, librerie.
Penso che è un paradosso.
Penso che un mese fa pensavo che il tuo Narcisismo di Morte avesse raggiunto il suo scopo. Penso che un mese fa pensavo che sarebbe finita senza germogliare.
E contavo i minuti a ridosso delle ore.
Ma ieri era tutto realmente irreale e io NON ci credo, NO.
Non saprei se dire che il guscio è lineato.
Devo esaminare la piccola lesione da cui filtra questa luce e decidere se stuccarla o assecondare un po' il suo afflato emotigeno.
Purtroppo, il mio S.N. manged in crisi isterica da troppo è rapito da questi respiri di mondo crudo come gli spaghetti dopo 2 minuti di cottura.
Oggi, invece, c’era un Esame e quell’altra crepa si chiude
(non definitivamente, spero[?]).
Credo mi rifugerò nell’orange come sempre, ad abbracciare
disequilibri, speranze, pentimenti.
E’ più difficile Sorridere che Piangere,
sono assolutamente d’accordo.
____________
l'unica cosa di cui abbiamo bisogno sono
quei lievi raggi di luce che a volte riescono a forare
il muro della nostra disperazione quotidiana.”
(U.DeMarco)
Mangio patatine da sola e ho voglia di scrivere, o di altro,
ma sono Apatica.
Purtroppo, conosco molto bene il potere delle coazioni, nonché le straordinarie capacità paranoiche del mio cervello immaginifico in costante ansia da prestazione: tutto potrebbe non risolversi mai.
E quindi risolversi… in un’eterna coazione all’Apatia. Ma anche da qui dentro rifiuto l’idea del niente.
«Diciamo comunque che “Io Sto”.
Diciamo che ogni tanto i Miracoli avvengono.
Solo che, a un certo punto -dopo troppi tagli più veri che metaforici- si diventa immuni, ci si vaccina automaticamente; e se non si sta attenti (o se hai troppa paura di tagliarti di nuovo), poi ti chiudi dentro, non senti più NuLLa.
E così, adesso che ho quasi ottenuto ciò che ho spasmodicamente desiderato per un tempo troppo lungo, litigo con me stessa per resuscitare futuri vecchi e idee stupende che NON sento più MIE.»

“La sofferenza è un misto di rabbia e
di impotenza che trova sempre pretesti
nel Reale.”
Flash Ripetuti, Flash Ripetuti.
Io che succhio, in bicchieri; distillano suoni ad alta
gradazione alcolica, e poi il sangue.
Flash Ripetuti, rasoi.
Io in cianosi e rossi liquidi consapevoli.
(godetevi lo spettacolo.)
I miei adorati pusher di futuri irreali non possono
più contenere i VuoTi. ...Sogni di polvere si sbriciolano
sotto di noi. “Io su una scrivania, i fiori freschi, bussano
-prego, si accomodi- e vicinanze empatiche”.
Invece, sprofondo in proprietà calorifìche di Bozzoli
e Sciropposi Bagni Tiepidi.
(annullare la frattura, tornare bambino piccolo, e poi.
allucinare la realtà, riempire i vuoti nello specchio.)
Straniamenti Controparadossali
nelle mie giornate di insetto impazzito.
Dovrei studiare, ma.
Che ci posso fare, se il FuTuRo è Morto.
Ho provato, ho tentato respirazioni su bocche spellate, e niente,
i fiori marci nella fossa; una mano di non-consapevolezza
mi ha assorbito, sono senza fiato. E così eccomi qui, diafano,
su panchine che danno sul NuLLa.

(un giorno mi guarderò in quello specchio.
e forse deciderò di chiudere.)

[Minuetto sul fiato e ricordi
stupendi, passatipresenti.]
(Posso impararla di nuovo, la felicità?)
(soffrirò, perché lei era degli ebeti.)
[Ha paure.]
(soffrirò, ti uccido. con queste mani.)
[Il morso alla mela è dato, ho paure]
[...]
Ma esistono persone stupende,
e l’orange-room che rasserena tutto col miele
più vero che esista. Che non è sempre dolce,
ma fa bene, e non basti mai.
E voglio interi pomeriggi sul cuscino a strisce, i libri,
le patatine, gli abbracci-lesbo in meraviglia e i sorrisi
di Eve che insieme sono grandi; e forti.
Poi le nostre notti complici e musetti di AnimaliDolci
che strusciano giocando a futuri nati un attimo prima.


ripiena di Fragola,
aspettando la prossima mossa.
(non si dimentica, la melassa)
Te li sbriciolo piano nella siringa,
Coaguli e Muffa-Verde-Rame,
io, tutta vestita di bianco.
O -se vuoi- li raccogliamo col cucchiaio
e li mangiamo la mattina,
dolcemente,
frollini o fette sul the alla vaniglia,
con finti raggi di sole raccolti tra le gambe.
E tu gusterai
muffe stantie davanti alla piccola tv
-questo no, cambi canale, povero uomo medio(cre)
splendidamente intonacato di complesso IoDio-
E non vedi che
sedimenti melmosi inviluppano,
ti muovi lentamente -rancido-
il tronco verdastro la bocca incrostata e
schegge fangose su labbra inerti sfidano amori
mai eterni.
(Termini Qui.
(Stupido.)
La gente non ha telecomando.