lunedì, 29 gennaio 2007


io e piluzzo

 


Candida tristezza, come l'affetto per l'animale
più dolce che abbia mai stretto.

Leggendo, rifletteranno sulla mia stupidità, forse,
ma si può soffrire abbestia, per loro;
si possono avere rimpianti;
e si possono amare tanto.

Non riesco a fermare le gocce.
Avrei voluto esserci io al suo posto.

Perché l'ho sempre creduto,
che sono meglio di noi; di me.


(è che, ormai, restano Insulse Parole Odiose.)

(...A ricordare che siamo Noi gli assassini.
Noi che li abbiamo illusi, adottati, coccolati, abbandonati, come i giocattoli, da bambini. E loro ci adoravano, con le zampine da grissino, i tentativi di stupro, i codini estraibili, il pelo morbidoso sul viso, le coccole la notte con la febbre, l'odore di fieno. Deve essere orribile morire da soli, soprattutto quando si odia stare da soli e al primo rumore si corre alla porta. freddo.)




rimuginato da piccolaemi alle 19:55
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sabato, 27 gennaio 2007


...



L’originale Abbandono-Perverso non mi lascerà, mamma. Perché non mi sentirò mai accolta, come da te non lo sono stata.

Per me, in me, una luce di urna lattiginosa che sospende oggetti e cose nel limbo, per poi lasciare un notturno labirintico, la sensazione di essere ubriachi, soli e febbricitanti.

Avevate ragione.
Sono brutta dentro e fuori, in
cancrena.

Sono un fiore nero col piccolo gambo spezzato.
(non posso che appassire a poco a poco, amore...)
(non posso che appassire a poco a poco, mamma...)

E sono il vecchio sdentato su un whisky che racconta lacrimevole ciò che era e che NESSUNO ricorda. Ma lui ricorda, perché sa che non ha altro; che non sarà mai più niente di diverso che un vecchio sdentato su un whisky, MAI PIU’.

[a un certo punto si vive di rendite di “memento”; a un certo punto si devono illimitati tributi di torturante onore alla tomba di un futuro che è la tomba di un passato, e viceversa.]

Sai, ho conosciuto persone, ma non sanno chi io sia, non hanno visto.
Nella mia lotta IO vs IO, da anni non ci sono vincitori superstiti.
Ed è per questo che nessuno mi entra più dentro senza essere espulso dopo poco con tremante paura convulsiva.

(Siamo entrambe marce, N. di 3 anni fa, N.-Bambina in nero su balconi brulli; hanno già perso; eppure non vogliono abbandonare il campo, loro, anacronisticamente fuori luogo.)

[...]
Lo so.

Non c’è tempo.



####

(Io non posso avere paura di prenderti la mano, se ho paura è perché
potresti rifiutarmi; e ferirmi; e uccidermi; perché ho il gambo spezzato.
Allora deciderò di non correre nessun rischio e di chiudermi ancora dentro,
lontana. Per questo non posso avere paura di prenderti la mano, capisci?)

(«NO, SCUSA.»)



rimuginato da piccolaemi alle 05:40
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mercoledì, 24 gennaio 2007


Ho la Nonna è in Burn-Out.
Vorrei (ma non posso) aiutarla a riflettere su cose e persone ogni tanto, invece di guardarla seguire stile mula paradigmi obsoleti assorbiti qualche secolo fa.
Perché è uno Scottex Assorbente, lei; e non sembra, ma è intrisa di ansie e idee platoniche; o affetti incomprensivi; e solo doveri sempre dovuti.
Sarà che io ho sempre preferito la stella (“guarda la stellina in cielo; quando se ne va, torno”) della mia banalmente lacrimevole infanzia di attese su balconi brulli.

Non sopporto di vederla così. 
E non può farlo per quelle ridicole fissazioni, NON PUO’.

(ho dei Nodi dentro da sciogliere, è impossibile che 
TUTTO faccia male. …e lui è davvero carino adesso, ma.)

(IL NODO O SI SCIOGLIE O SI TAGLIA.)

…Le case di riposo.
Che si fottano tutte, Amen.

####


«metto tutte le mie lacrime
nel freezer
poi ti faccio una collana,
e tu quando hai sete
sfili una perlina
e te la sciogli dentro
piano piano
tanto le mie lacrime
non sono così salate.»



rimuginato da piccolaemi alle 14:39
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martedì, 23 gennaio 2007




Ieri stretti e con pochi vestiti è stata un’Emozione. Dopo tanto.
Prima abbiamo visto l’appartamento, e fatto progetti di tende, divani, librerie.
Penso che è un paradosso.
Penso che un mese fa pensavo che il tuo Narcisismo di Morte avesse raggiunto il suo scopo. Penso che un mese fa pensavo che sarebbe finita senza germogliare.
E contavo i minuti a ridosso delle ore.


Ma ieri era tutto realmente irreale e io NON ci credo, NO.
Non saprei se dire che il guscio è lineato.

Devo esaminare la piccola lesione da cui filtra questa luce e decidere se stuccarla o assecondare un po' il suo afflato emotigeno.
Purtroppo, il mio S.N. manged in crisi isterica da troppo è rapito da questi respiri di
mondo crudo come gli spaghetti dopo 2 minuti di cottura.

Oggi, invece, c’era un Esame e quell’altra crepa si chiude
(non definitivamente, spero[?]).
Credo mi rifugerò nell’orange come sempre, ad abbracciare
disequilibri, speranze, pentimenti.

E’ più difficile Sorridere che Piangere,
sono assolutamente d’accordo.


____________

“[...] nulla, tutto è superfluo, tutto è di troppo,
l'unica cosa di cui abbiamo bisogno sono
quei lievi raggi di luce che a volte riescono a forare
il muro della nostra disperazione quotidiana.”
(U.DeMarco)



rimuginato da piccolaemi alle 13:30
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venerdì, 19 gennaio 2007


Mangio patatine da sola e ho voglia di scrivere, o di altro,
ma sono
Apatica.
Purtroppo, conosco molto bene il potere delle coazioni, nonché le straordinarie capacità paranoiche del mio cervello immaginifico in costante ansia da prestazione: tutto potrebbe non risolversi mai. 
E quindi risolversi… in un’eterna coazione all’Apatia. Ma anche da qui dentro rifiuto l’idea del niente.

«Diciamo comunque che “Io Sto”.
Diciamo che ogni tanto i Miracoli avvengono.
Solo che, a un certo punto -dopo troppi tagli più veri che metaforici- si diventa immuni, ci si vaccina automaticamente; e se non si sta attenti (o se hai troppa paura di tagliarti di nuovo), poi ti chiudi dentro, non senti più NuLLa.
E così, adesso che ho quasi ottenuto ciò che ho spasmodicamente desiderato per un tempo troppo lungo, litigo con me stessa per resuscitare futuri vecchi e idee stupende che NON sento più MIE





“La sofferenza è un misto di rabbia e
di impotenza che trova sempre pretesti
nel Reale.”



rimuginato da piccolaemi alle 17:12
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martedì, 16 gennaio 2007


Flash Ripetuti, Flash Ripetuti.
Io che succhio, in bicchieri;
distillano suoni ad alta
gradazione alcolica,
e poi il sangue.
Flash Ripetuti, rasoi.
Io in cianosi e rossi liquidi consapevoli.

(godetevi lo spettacolo.)

I miei adorati pusher di futuri irreali
non possono
più contenere i VuoTi. ...
Sogni di polvere si sbriciolano
sotto di noi. “Io su una scrivania, i fiori freschi, bussano
-prego, si accomodi- e vicinanze empatiche”.
Invece, sprofondo in proprietà calorifìche di Bozzoli
e Sciropposi Bagni Tiepidi.


(annullare la frattura, tornare bambino piccolo, e poi.
allucinare la realtà, riempire i vuoti  nello specchio.)


Straniamenti Controparadossali
nelle mie giornate di insetto impazzito.
Dovrei studiare, ma.
Che ci posso fare, se il FuTuRo è Morto.
Ho provato, ho tentato respirazioni su bocche spellate, e niente,
i fiori marci nella
fossa; una mano di non-consapevolezza
mi ha assorbito, sono senza fiato. E così eccomi qui, diafano,
su panchine che danno sul NuLLa.


sul nulla

 










(un giorno mi guarderò in quello specchio.  
e forse deciderò di chiudere.)



rimuginato da piccolaemi alle 13:16
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venerdì, 12 gennaio 2007


Il morso alla mela è dato, ho paure.


[Minuetto sul fiato e ricordi
stupendi, passatipresenti.]

(Posso impararla di nuovo, la felicità?)
(soffrirò, perché lei era degli ebeti.)
[Ha paure.]
(soffrirò, ti uccido. con queste mani.)
[Il morso alla mela è dato, ho paure]

[...]


Ma esistono persone stupende,
e
l’orange-room che rasserena tutto col miele
più vero che esista.
Che non è sempre dolce,
ma fa bene, e non basti mai.

E voglio interi pomeriggi sul cuscino a strisce, i libri,
le patatine,
gli abbracci-lesbo in meraviglia e i sorrisi
di
Eve che insieme sono grandi; e forti.

Poi le nostre notti complici e musetti di AnimaliDolci
che strusciano giocando a futuri nati un attimo prima.



rimuginato da piccolaemi alle 21:08
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martedì, 09 gennaio 2007


CuoreSpinato, non più io non più io.


Buonanotti marce davanti a cancelli porte piani di mente
o di attici in fumo.
Grumi di persone a terra e tu sei assente e io porto ghiaccio e mi preoccupo per gente non-mia, tutto è confuso, quest’alcol stordisce, ma sembra davvero l’unica "soluzione".
.E poi io.
Io che con lui con ci capisco nulla, io che con lui mi perdo
tra pieghe in liquidi, e lui che sembra dirmi “sono la
soluzione”,
e non è così.

Nonostante tutto, ti bevo -ormai indifferente- non guardo in faccia dolcezze di poche ore fa -ormai diffidente- e invece vorrei essere esattamente quella di prima.
.Esattamente. Quella di prima.

Lo sai che vorrei venire da te e non urlare?
Lo sai che vorrei venire da te e non scappare?
In realtà. In realtà. (vorrei.)
Ma che kazzo di senso ha, se non sono io.


FiloSpinato,
non più io non più io.

(Esistono realtà parallele in cui il mio viso
è ancora dolce, perché la crosta è dura, ma.
E’ dura, ma è solo. Solo crosta.)


rimuginato da piccolaemi alle 14:52
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domenica, 07 gennaio 2007


t.a.

ripiena di Fragola,
aspettando la prossima mossa.

(non si dimentica, la melassa)



rimuginato da piccolaemi alle 12:39
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sabato, 06 gennaio 2007


Te li sbriciolo piano nella siringa,

Coaguli e Muffa-Verde-Rame,

io, tutta vestita di bianco.

O -se vuoi- li raccogliamo col cucchiaio
e li mangiamo la mattina,
dolcemente,

frollini o fette sul the alla vaniglia,
con finti raggi di sole raccolti tra le gambe.

 

E tu gusterai

muffe stantie davanti alla piccola tv

-questo no, cambi canale, povero uomo medio(cre)

splendidamente intonacato di complesso IoDio-

E non vedi che

sedimenti melmosi inviluppano,
ti muovi lentamente -rancido-

il tronco verdastro la bocca incrostata e

schegge fangose su labbra inerti sfidano amori

mai eterni.

 

(Termini Qui. La Tua Corsa.)
(Stupido.)

 

La gente non ha telecomando.



rimuginato da piccolaemi alle 14:53
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