(Ore 10&qualcheminuto.)
Mi sveglia senza rispetto (come sempre) già aprendo la porta.
Tono stupito: «Nooo!».
Qualche minuto e toni imperiosi mi urtano mentre disperata cerco di dormire. Intuisco ciò che è successo: Piluzzo ha scambiato il letto della ziaignara per il cesso. Cazzo, è vero, stanotte scappò.
Uhm… Neanche il tempo di pensare, che quella mi tocca, aggredisce.
Penso che è meglio tacere/evitare litefuriosa al sorgere del sole.
Ma lei decide che deve essere lite e chiamapazza la povera grande-mère a kilometri di distanza innescando palpitazioni.
Mi impongo calma e resto sotto il piumonearancione mentre dà il via alle danzesbraitanti. "Calma.”
Inizia a dire che questa non è coscienza, che io sono contenta dell’accaduto.
Cedo… sto per decidere cosa fare, quando riferisceconvintaululante che LEI lo vede chiaramente che IO CI GODO. (ndr: dormo da anni con la faccia coperta dal cuscino. Cosa ha visto resta un mistero.)
A quel punto, tutti i buoni propositi vanno a farsi fottere.
Mi alzo.
Cucina, direzione-stronza.
Sono inkazzata, non ce la faccio più. La spingo dicendole che non deve permettersi di mettermi le mani addosso. Continua a ciarlare male di me con la nonnainansialontana.
Le levo il telefono; lei urla.
Le tiro i capelli stufa del bordello di estraneipagati in casa mia (okok, deplorevole; ma pensate al passato della persona&della sister in questa casa, please; e poi ho anche chiesto scusa, sempretroppobuonaio).
Mi calmo e torno in me; chiamo la nonna per tranquillizzarla. Spiego il casino, che il porkoniglio è scappato, che lo chiuderò meglio. Intanto la sua laringe strepita, insulta, declama di tutto&di più (pazza, troia, pulla, ti piace il cazzo, ninfomane […ditemi che c’entra], mi fai pena, …e tante altre meraviglie simili, ripetute finché ha fiato in corpo).
Dico alla mater che è falso ciò che proclama l’individua, lei che da 2 anni si fa i porci comodi in casa sua, si fa la doccia, si trucca invece di lavorare, telefona, sparla, cambia canale alla zia per verdersi MTV, urla, piange, rovista tra cose altrui, spia mio fratello perché ha una cotta per lui&non ha pace, se ha le palle girate non lavora o scappa senza salutare, racconta i cazzi della casa in giro e usa i problemi altrui per insultare e farsi forte.
Ora basta mia cara.
Glielo dico in faccia:
E
FINITA.
Chiudo con la nonna.
E’ nera. Il suo “atto di forza” le si è ritorto contro.
Urla e dà un calcio alla porta, la poverasanta proveniente da manate a portesimili e pugni a scrivanie di 2 mesi prima. Non ce la faccio più.
La prendo per i capelli e le dico che deve avere rispetto per questa casa.
Mi sputa-non-metaforicamente-addosso e io rido perché il tutto è paradossale. E mugugna, impreca, provoca. (per saggiare: troia, pezza di merda, cretina, malata di mente, porka, bugiarda, fai schifo, vai a farti curare, più riedizione delle precedenti delizie perché repetita iuvant.)
Io rispondoridendo non-ai-suoi-livelli-ma-quasi, scrivo su un foglio tutto ciò che combina e lei ora urla&piange.
Chiama la sorella piagnucolandoderelitta; a un certo punto da vittima si trasforma in carnefice-al-telefono e non posso fare a meno di diresoddisfatta: «per fortuna lo sente pure tua sorella come fai».
ZUMZUM (rasoiotagliafacce).
Stessa cosa fa col grand-père; sta volta evita la scenainfuriata e piange come un agnello sacrificale.
Richiama la sorella. Dopo 2 minuti *clic* stacco il telefono perché non è qui per ciarlare, la zia aspetta e i fornitori chiamano, si sa.
Repeat. Stessa scena 2/3 volte.
Parla al telefono, si fa chiamare, chiama da casa mia mentre la zia è scoperta e lasciata sola nel letto da 23 minuti circa. IoPlacida svolgo le mie faccende, lei ancora accusa in dialettosemicolto:
- Guarda che io lavoro già da un po’ cara
- …
- Veramente l’ho chiesto a mia nonna e mi ha detto di dirti
che questa è casa mia.
- …
- La zia ha bisogno di affetto
(ndr: con l’ernia al disco si può sollevare un pesomorto di 100 chili. sìsì.)
- …
- E guarda che qua siamo tutti contenti! (deo gratias *sonagli*)
- …
- Io: K
A lei arrivano i rinforzicerebrali.
Io ho messo i peperoni in forno e mi appresto a recarmi al mercatino col sole.
E finalmente la zia viene alzata dal letto
dopo 32 minuti di attesa.
<<Ignoravano l’Esistenza.
Come siamesiparallele, una spalle all’altra,
esiste solo quando lei si volta, prende il posto vuoto.
Stessa pelle. Stessi sorrisi.
Stesso verde.
AmoreAlimentare le ha rese grandideboli, umaneperdenti.
Sole. E poi diverse: abulica, viva; furente, dolce;
arresa, combattente.
Anime oppositrici (destruens, costruens), affamate.
OssaSecche o strutto. Entrambe affamate, lei&lei.
AlterEgo; ma non era vero.
Quando un’Arsura incontra 2 sguardi,
ci osserviamo attente, lacrime bagnano.
V.o.r.r.e.m.m.o.
V.o.l.e.r.c.i.
B.e.n.e. (NoiUno.)
Ma non c’è AriaX2. E non importa il mio pensare:
graffiano&perdono, amore.
E’ assurdo; e mortificante...
Stiamo lì, a farci violentare (da Me, da Te, da Noi).
Perché siamo cervelli semplici.>>

“Finiranno certamente col separarci.
Ti rendi conto di quanto saremo completamente soli?
Una volta che si saranno impadroniti di noi, non ci sarà nulla
che uno di noi due possa fare per l’altro.”
ero per Te,
ero Tua
Mi hai spenta
(.u.c.c.i.s.a.)
senza pensieripietosi
per Me
Dovrei studiare, ma vi penso.
Non ci sono più date.
Ma giorni di SguardiInquietiCondivisi, risate.
DolcezzeLacrime. Da ricordare.
E BicchieriColmiFelici da FemministeInTrip che bruciano reggiseni.
E SerateFolliScatenate, e RitualiDiBambini con TorteRubate.
I.n.d.i.p.e.n.d.e.n.z.e.
d.i.
V.e.t.r.o.
(Noi.)
"Tra frammenti di tecniche sotto prodigi incerti,
un affanno continuo radio accese.
Mutazioni possibili progenitori falsi, un nodo nella gola
schermi accesi…"
…Qualcuno è sempre lì, se guardo;
tra i registri dei tentativi vani;
tra i silenzi di un cielo già nero.
(il mio pensiero è per voi che mi mancate,
che siete la mia famiglia,
che non alzate mani sul lievito del mio sangue.)
(Perché non posso più
non volervi bene.)

Al 13° abbracci lunghiroventi sui pianerottoli
(e insieme ardentilacrime).
Io sono la primavera. Vorrei tu fossi il mio ciliegio.
(Non lo rendi impossibile?)
La mia AmicaMorbidosa ha paura del mondo; e hai ragione.
- Papà mi serve il giubbotto, fa freddo.
- Ora mi taglio il mantello come San Martino?
- …
Dormite tranquilli abitanti delle città opulente.
"La vita fa schifo. …E poi si muore."
E’ solo colpa mia, me lo ha detto.
Mi ferma, muove carte, vede tra maniche tagli profondisuperficiali.
Impone scosse violente. E io passiva.
Ci sono ferite che non si rimarginano, ma non vedo l’ora.
(Non vedo l’ora di S.V.E.G.L.I.A.R.M.I. felice.)

"A rose is a rose is a rose"
(G. Stein)
"Nulla rosa est"
(Abelard)

“Il fatto semplice è che il mondo gira.
Puoi sederti e girare col mondo o alzarti
per protestare ed esserne catapultato fuori.”
(Stephen King)
«Non-solo-SdegnataEsasperataScoraggiata, rifiuto di accettare che il mondo vada così… Che una persona si svegli quotidie coi suoi pluri-casini. Che quella persona si impegni ostinatamente a tenersi forte, a reggersi su piedi-di-vetro. E che poi un qualunque individuo-col-complesso-di-dio distrugga tutto senza guardarla in faccia. ...Che importa se trita formiche? Basta che si senta dio distruggendo. Basta che affondi stiletti alle spalle, povera-cosa-piena-di-odio.
La gente è cattiva-arida-egoista. (EgoEgoEgoSOLOEgo.)
La gente è malata. (VittimaCarnefice del suo complesso-di-dio, non c’è cura.)
Latra e mi ha stancato; non voglio aprire occhi e trovarla lì, finta-ciambella-di-Zucchero/Arsenico-a-colazione.
.Io. SquallidaDepressa. Fuori. Posto.
.Non accetterò mai che il mondo vada così.
(difettosa, verrò gettata via.)
(o accetterò di saggiare mele avvelenate?)
("arrangiati, fatti tuoi")»
La serata inizia così, avec des larmes amères.
Mi RipetoOssessiva che non è possibile, che o giri col mondo o sei buttata fuori, pestata. Mi decido.
VoltiPassati mi riaprono-dolce; per tutti sono io, sempre-felici-sorrisi, per voi.
La serata alternativa fallisce in fretta e di corsa col freddo ai Candels con una birrasale&limone.
.Ore 2:15.
Illuminazione ancestrale all’euroeccinquanta: ri-impacco al legittimo proprietario i piccioli falsi che il porko mi ha rifilato e mi auto-risarcisco zaffando un pacco di patatine mezzo vuoto su un tavolo accanto.
*OcchiettiLucidi*
*Birrasale&limone+Patatineascrocco+Amicid'infanzia*
*OcchiettiLucidi*
(sono alla frutta; o oltre.)
Il candido BianConiglio ha già tentato 3 volte di
.s.t.u.p.r.a.r.m.i.
Gira in tondo allestendo per me un’adorabile
DanzaRituale, poi si accozza voracemente.
Mi offre inconsapevole SpermosiFrutti a
LeccareFeriteProfonde.
.Vorrei che fosse un Uomo.
.Il suo biancore imporrebbe LealiDolcezzeSmielose.
(...forse mi mancherebbero risate torbide;
ma per 5 anni in più potrei anche accontentarmi.)
[credo]

Da AbbracciAlCacao a BestieSbraitanti. (reincarnazioni post-trauma).
Tipici egoismi svenano, LacerandoInterminabili.
PlasmaPuro geme, abbandonato in vecchi secchi; sprecato.
In vena, AggressioniUrlate di cani rabbiosi.
Dissanguo...
E voglio proprio farlo; fino alla fine.
(Perché implorare trasfusioni d’AffettoSano?)
(.N.E.G.A.T.O.)
Siamo IndividuiLatranti.
In piedi su un mondo-di-plastica,
respiriamo aria che sa di .n.i.e.n.t.e.
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AngosciaDispotica scartavetra sembianze.
Lunghi affanni in LuoghiOscuriSolitari.
Alprazolam dona sonno che annulla;
e noi poveri accettiamo sorridenti i regali.
“Precipitando come Alice gli inferi
mi accoglievano non sorpresi.”
Ho un Mostro in testa.
…ploc… ploc… ploc. ploc… ploc.
25 gocce. Non lo scalfiscono neanche, inquieto.
Da luce a buio, e sarà ancora qui. Non sa risolversi sul perché si debba essere Carcerieri o Carcerati. E mi Tortura. Da. Ore.
.SbarreSbarreSbarre.
Non scegli se stare dentro a guardare o fuori a ghignare.
StupidaNonSarcastica, vorrei NON far male; Neanche a Me, per una volta.
Vorrei stare dentro a disegnare MondiFelici-NonSola.
(non so stare da sola, IoNoiosamenteOdiosa.)
Altrimenti Muori, NudaPece a strisce-plastica.
