venerdì, 30 giugno 2006



Cola lentamente su di me, scuro, sontuoso, potente.

Sommersa, vivo piaceri morbidi, da sciogliere su labbra di fragola.

E poi scende giù (caduta libera).

Vellutata seta peccaminosa mi avvolge, seducente, profonda.

Si scioglie lentamente [sublime estasi fantasiosa].

Momentaneamente svanita, mi ritrovo bambina, a strappare carta rosa/blu.

Chiudo gli occhi. Sguardi che brillano e mani frementi. (Nessuna libertà di pensare). ...Accosto alle labbra il calice della voluttà.

E torna da me; denso, eccessivo, sensuale.

 



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martedì, 27 giugno 2006


.LeGGeRa.
Aria pulita scorre sul mio viso, come un fiume, libera.
Sento il vento planare tra ali spiegate. Voglia di vivere.
Ovunque voglia di tutto. Insieme.
Ti assaporo con le labbra, per sentirti ancora mio. SOLO MIO.
...A volte, per far entrare la luce basta aprire una finestra.
Mani intrecciate ne spalancano 10, 100, desiderose di meravigliosi universi diadici.
E voi che di questa vita non fate parte, smettete di insinuarvi, di sperare che si chiudano. Non avete più spazio: vivete altrove; o soffocate.

Forse non riuscirò mai a dissacrare il canto pettegolo della cosiddetta “brava gente” che si vanta di una metrica paranormale.
Cantate pure, allora, ArRoGaNTi.
Noi siamo liberi di amarci. Alla luce di un sole che ci bacia, finalmente.



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venerdì, 23 giugno 2006


male_di_vivere


...era il rivo strozzato che gorgoglia,
era l'incartocciarsi della foglia
riarsa, era il cavallo stramazzato.

Bene non seppi, fuori del prodigio
che schiude la divina Indifferenza:
era la statua nella sonnolenza
del meriggio e la nuvola e il falco alto levato.


[adoro Montale.
Mi capisce sempre, lui]



Meriggiare pallido e assorto
presso un rovente muro d' orto
[...].

E andando nel sole che abbaglia
sentire con triste meraviglia
com' é tutta la ViTa e il suo TRaVaGLio
in questo seguitare una muraglia
che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia.



rimuginato da piccolaemi alle 16:42
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mercoledì, 21 giugno 2006


 


.Africa.

Soffoco sull’aria rarefatta.
Il mondo è chiuso in  ruvide preconfezioni da banco frigo;
ma non si avverte refrigerio.
E’ la consapevolezza della delusione.

Caldo atmosferico; gelo emotivo.
Strana alchimia irrespirabile.

...La verità?
.Sono un essere MaGMaTiCo.
Ascolto pulsioni spesso incomprensibili,
curioso di sensazioni appena intuibili.

Viaggio affascinato da confuse percezioni intriganti.
Contemplo suoni fluttuanti e profumi -forse- inebrianti.
E tratteggio nuovi contenitori senza contorni, fluorescenti scie di In
DiSPoNiBiLi FolLiE. 

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Siamo “il mistero, l'ardire e la quiete.
io sono l'acqua e tu la mia sete”
(Abel Wakaam)
 



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lunedì, 19 giugno 2006


Completamente vuota di me stessa, vivo nell'Anarchia della Perdizione.

I riti e le cerimonie che scortano queste giornate equivalgono ad una Lenta Liturgia della Mestizia: un po’ come quando vuoi piangere, ma non lo fai per tutto il dì; e arrivi a sera gonfio di tristezza, tumefatto dentro.


La paura e il dolore... sempre in agguato per anime fragili come noi.

A volte siamo in trappola. Puoi fuggire; loro resteranno lì, mentre noi viviamo la tragedia della nostra umanità,  isolati in paradigmi di teoremi senza soluzione.

 


L’amore procede verso la polverizzazione.

La vita procede verso l’oblio;
l
'Oblio dell’Essere.

 

…E la causa di ogni disastro, di ogni pena, di ogni dolore, è l'Amore impuro dell'Egoismo. Ciò che rimane dietro di Lui è solo il disgusto. Ab Aeterno.

 
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“Maledetti siano i vostri occhi assassini
che mi hanno stregata e divisa in due.
Una metà di me è vostra, l'altra metà è vostra...
Volevo dire mia; ma se è mia è vostra;
e così tutto è vostro”.

(W. Shakespeare ,
Il mercante di Venezia)



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giovedì, 15 giugno 2006


Dorme.
Non più minaccioso, il suo corpo abbandonato in candide lenzuola cinge curve sinuose con amore rarefatto.
Si agita, trova, dorme; sorride; <<Ti Amo>>. Dorme.
Il bambino dolcemente immerso tra i seni materni è inoffensivo, grato del loro amore. Il sonno è pace.

Punte-onda lente diffuse: pausa. Un respiro. Mani perse in caldi sogni lontani. Ed è sollievo.
Lei sa che il risveglio è ancora lontano, la notte può attendere. Fuori c'è il Sole per ora, lui riposa.

Ma l'urlo interiore per poco sopito rivolta molli sinapsi drogate...


Cosa
accadrà
al risveglio?


"Il sonno della Ragione
genera Mostri"
(R. Guttuso)



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mercoledì, 14 giugno 2006


Trovo stucchevole e noiosa l’esagerata diffusione di “richiami sessuali” anche dove non c’entrano. Non certo perché mi “scandalizzino”. Ma perché la continua ripetizione e banalizzazione di qualsiasi cosa la svilisce, l’appiattisce, la riduce a giochi di apparenze.

 

Tuttavia, ho bisogno di sottolineare che Sigmund si sbagliava.

 

Già. Freud è colpevole. Il genio dell’inconscio è stato fuorviato dal cavallo dei suoi pantaloni e non è stato in grado di riconoscere che il desiderio sessuale non è mera icona della libido carnale, ma urgente necessità di fondersi con l'altro, di comunicare, di uscire dalla propria terribile, ansiosa, solitudine.

L'amore è penetrazione attiva dell'altra persona nella quale il desiderio di conoscere è placato dall'unione. E’ un codice per comunicare ciò che la parola a volte non può esprimere; perchè "tutto il linguaggio è un limite” (Hegel). E’ il corpo il solo a rendere soddisfacenti le sottili e complesse relazioni umane.
...Effusione delle anime tra due creature che spiritualmente si completano; b
ello di una bellezza quasi sacerdotale, l’amare dal più profondo dell’essere; e il sentire l'altro nell'essenza del tuo essere.
No, fare l'amore non è solo un vortice di pura carnalità; è vivere un piacere insieme; è un dialogo, un avvicinarsi fiduciosi, consapevoli di condividere tutto scevri da egoismi solipsistici.
E' stare insieme perché se ne ha voglia, perché insieme si sta bene e si desidera di far star bene l'altro come stiamo bene noi.

Se il fine della soddisfazione sessuale fosse soltanto la riduzione dell'eccitazione fisica, dovremmo concordare con Fromm che la "masturbazione è la soddisfazione ideale". Invece, non è così.
Caro Sigmund, stavolta hai toppato [...e non rivoltarti troppo sottoterra].
Dal rapporto anonimo a quello intimo, dall'unione frenetica dei corpi alla fusione di anime, dalla sessualità violenta a quella dolce e delicata... i
l piacere nasce nelle emozioni.
Chi lo identifica con la semplice stimolazione meccanica, col “sesso”, non ha -purtroppo per lui (o per lei)- mai provato ciò di cui sto parlando. Anzi: non sa nemmeno di cosa sto parlando.
[Documentatevi :P]. 

*simbiosi*



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lunedì, 12 giugno 2006


Nell’era del tempo liquido, tutto si riduce a FaTaLi SeCoNDi INeLuTtaBiLi.

Anche le persone: arrivano nella tua vita, ti sorreggono, ti aiutano spiritualmente o ti uccidono. E poi muoiono; o se ne vanno. Qualche volta sfregiando i volti e i cuori, per sempre.

 

A volte ti arrendi. Ti invadono serpenti striscianti; come idee velenose.

In 3 minuti ti passa in testa il mondo; e pensieri non pensati che non vorresti tradurre in parole. Ma ormai loro sono lì e picconano il tuo Io... a piccoli morsi letali.

Il fatto è che a volte perdi anche la forza per sognare il futuro.

Perché la glacialità di certe sentenze succhia la tua linfa ed emette una condanna senza appello. La sua validità probabilmente è limitata a 3 minuti…

Ma c’è un mondo in 3 minuti.

 

______________________

"Dove sono gli uomini?
-disse il Piccolo Principe-
si é un po’ soli nel deserto…".
"Si é soli anche con gli uomini",
rispose il serpente.

 



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domenica, 11 giugno 2006


Il mio Super-Io oggi desidera deprecare la cosiddetta “Nouvelle Cuisine”.
Per chi non lo sapesse, trattasi di
quell’innovativa cucina francese che ha costituito una vera e propria rivoluzione per il palato (assuefattosi al “non sapore”), per lo stomaco (ristrettosi abbestia) e per la vista (forse l’unica a beneficiarne davvero [se non sei cieco]).

“Irritante”. Questo l’aggettivo più appropriato per la nouvelle torture degli apparati gustativi e digerenti.

Rendetevi conto: si parla di portate fosforescenti, di valorizzazione della leggerezza delle vivande e di trionfo della gradevolezza del loro aspetto.

Ma una cosa è limitarsi all’invitante raffinatezza di nomi pomposi e francesizzanti, una cosa è attendere in fervente trepidazione mistica “le pappardelle au truffe blanche”, per poi ritrovarsi nell’enorme piatto quadrato decorato di inutile prezzemolo una pappardella giarnia, composta stile “torre di Pisa”, con sopra 3 scaglie di tartufo a mo’ di finestre. Destino avverso… Capisci subito che prima di riuscire a “storcigliarla” sarà scotta. Epilogo: morte della sacra-fame-bufalica; finisce così l’anelato pranzone.

 

E basta con lo stereotipo che la nouvelle cuisine è la cucina d’élite de la noblesse, inviolabile retaggio dei pochi aristocratici sopravvissuti alla seconda guerra mondiale. Anche ai terroni piace la creatività, come ai nobili piace pistiare abbestia e ruttare soddisfatti dopo l’appanzata.

Perché si sa: la porzione che si perde nel piatto non sfamerebbe un bambino di 2 anni, figuratevi il principe Filiberto di Savoia [si suppone che il povero disgraziato sia costretto a mangiare nel buio della notte per non oltraggiare pubblicamente la “déesse de la finesse”].

 

Per fortuna, almeno per una volta la conclusione sembra felice: a causa di (io direi “grazie a”) una pratica esasperata da parte di alcuni cuochi (che dio li benedica!), questa sorta di sevizia culinaria è ormai in decadenza.

Possiamo dormire sonni tranquilli: torna in auge il piatto che si perde nella porzione.

[E, in proposito, avanzerei la proposta di brevettare i funzionalissimi “piatti commestibili” (per superare una volta e per tutte gli amletismi ontologici dei piatti ‘ngrasciati e della distinzione contenitore-contenuto)].

 

 

 


  



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venerdì, 09 giugno 2006


 

"Ognuno ha la sua CRoCe, ma certe croci sono enormi; a volte, poi, vanno in fiamme, ti divorano le spalle, ti spezzano le gambe. 

C'è anche chi costruisce nuove croci e le butta sulla gente. E magari ne esce ViNCiToRe [assassino]; vincitore sulle spalle di chi piano piano MUoRe... [ASSASSINO].

...E rimanere così: disarmati sotto il cielo, come una lampadina
ancora accesa, nonostante sia mattina".

(libera trascrizione di una
canzone di A. Bonomo).


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Le mie croci hanno un nome:
"Es" e "Super-Io". Credo che
il mio Io [disgraziato incolpevole]
inizi già a frantumarsi sotto il
loro peso-obeso.

Dimenticavo la terza croce:
il mio "lato destro".

{Per quanto riguarda i nomi
dei fabbricanti di croci...
meglio dimenticarli.

("Ai posteri l'ardua
sentenza")}.

 



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